<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339</id><updated>2012-02-17T04:14:48.199+01:00</updated><category term='homagalliintestamanonriescoadirlo'/><category term='palmese'/><category term='marco'/><category term='aldonove'/><category term='romania'/><category term='mike bongiorno'/><category term='einaudi'/><category term='villa'/><category term='maradona'/><category term='califano'/><category term='tomcruise'/><category term='compleanno'/><category term='artedelracconto'/><category term='racconto'/><category term='regalo'/><category term='scrittoridanonpubblicaremai'/><category term='abate'/><category term='torino'/><category term='fiera del libro'/><category term='mastandrea'/><category term='morganti'/><category term='salma'/><category term='pareriletterari'/><category term='littletony'/><category term='salone del libro'/><category term='cristicchi'/><category term='sanremo'/><category term='superclassifica'/><category term='libri'/><category term='mario monicelli'/><category term='regalare'/><category term='dieci'/><category term='chiedoscusa'/><category term='paolaechiara'/><category term='noubs'/><category term='caina'/><category term='pignatelli'/><category term='pippo baudo'/><category term='benigni'/><category term='tremalaterra'/><category term='novità'/><category term='teatro'/><category term='mastrofranco'/><category term='natale'/><category term='calcio'/><category term='romanzidanonscrivere'/><category term='festival'/><category term='danacol'/><category term='isoladeifamosi'/><category term='neo'/><category term='arisa'/><category term='donlurio'/><category term='ammaniti'/><category term='mcdonalds'/><title type='text'>marco marsullo</title><subtitle type='html'>il blog</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>25</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-4574567229469670547</id><published>2012-01-27T15:29:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T15:29:17.247+01:00</updated><title type='text'>Ufficiale: libro in uscita, le date (sembra un post dei Litfiba)</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
Dato che questo blog ha la principale caratteristica di contenere inutilità d'ogni genere, per una volta che abbiamo una notizia la vogliamo condividere. Ma soprattutto: perché parlo al plurale?&lt;br /&gt;
In ogni caso, andiamo al sodo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mio primo romanzo targato Einaudi Stile Libero sarà scagliato (di peso) nelle librerie a settembre/ottobre dell'anno in corso (è questa la vera novità). Quindi, come ho già detto su facebook e su twitter:&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Mi raccomando, quest'estate non spendete tutti i soldi in cocktails e discoteche. Conservate 15 euro per me, sono solo due mojiti in meno.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
La campagna "Più sobri - Più lettori" è appena cominciata.&lt;br /&gt;
&lt;span id="goog_618011528"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_618011529"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-4574567229469670547?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/4574567229469670547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2012/01/ufficiale-libro-in-uscita-le-date.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/4574567229469670547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/4574567229469670547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2012/01/ufficiale-libro-in-uscita-le-date.html' title='Ufficiale: libro in uscita, le date (sembra un post dei Litfiba)'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-5390948435549859059</id><published>2011-12-16T16:03:00.004+01:00</published><updated>2011-12-19T17:09:52.905+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='natale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='superclassifica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='regalo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pareriletterari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='regalare'/><title type='text'>SUPERCLASSIFICA: I DIECI libri da farsi regalare (o regalare) a Natale. Versione 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-oFl1a7O12lU/TutW2pA-1kI/AAAAAAAAAK0/AkF6i1c_EE4/s1600/alber2011.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-oFl1a7O12lU/TutW2pA-1kI/AAAAAAAAAK0/AkF6i1c_EE4/s320/alber2011.jpg" width="315" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Non scrivevo su questo blog dalla fiera del libro di Torino. Allora faceva caldo, io ero solo un ragazzo che giocava a ramino e fischiava alle donne, Berlusconi era ancora al Governo. Be', di cose ne sono cambiate in questi mesi.&lt;br /&gt;
Soprattutto, nel frattempo io di libri ne ho letti parecchi e sono qui per darvi qualche dritta su quelli da regalare a Natale 2011 a chi volete bene o a chi, detto tra noi, proprio non sapete cosa cazzo regalare. Perché un libro è una garanzia, è come il pollo arrosto con le patate. Piace a tutti, o almeno: fate una bella figura.&lt;br /&gt;
Ci tengo a precisare che la classifica non ha nessun criterio preciso legato alla data d'uscita dei libri. È solo legata al mio gusto circa i romanzi di recente apparsi tra le mie mani (sembro quasi una persona seria quando scrivo così, non fateci l'abitudine).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
10° posizione: &lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;span style="color: #bf9000;"&gt;&lt;i&gt;Mama Tandoori (Isbn Edizioni)&amp;nbsp;&lt;/i&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;span style="color: #bf9000;"&gt;Ernest Van Der Kwast&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. &lt;/i&gt;Se vostra madre (come la mia) è una simpatica (a volte mica tanto) rompicazzo (a volte, ma quasi sempre), eccentrica ed energica donna dalla mano facile e dalla risposta pronta, questo è il romanzo che fa per voi (o per lei, REGALATEGLIELO! Sarà come guardarsi allo specchio).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
9° posizione: &lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;i&gt;Demoni - Istruzioni per l'uso (Elliot) &lt;/i&gt;di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;Christopher Moore&lt;/span&gt;.&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Qui dobbiamo aprire un capitolo a parte. Christopher Moore per me è Dio. Il Dio universale del cielo e della terra. Senza dubbio: uno dei più grandi autori che abbia mai letto. E questo romanzo è il primo che mi sia capitato tra le mani. Se vi piace ridere, ma ridere davvero, e conoscere personaggi usciti (evasi, va') da un manicomio criminale: Moore è l'autore che fa per voi. Compratelo, regalatelo e moltiplicatevi (come suoi lettori intendo). Qui, in pratica: un demone e il seminarista che l'ha evocato sono legati da oltre settant'anni da un incantesimo e ora, finalmente, pare abbiano trovato il modo di scioglierlo. Si recheranno in una tranquilla baia americana e lì... BAAAAM! Dài, leggetevelo. Tanto le trame potete trovarle pure su internet, sapete quanta gente si prende la briga di recensire ogni libro?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
8° posizione: &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;&lt;i&gt;Dannazione (Mondadori) &lt;/i&gt;di&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;&amp;nbsp;Chuck Palahniuk&lt;/span&gt;. &lt;/i&gt;Facciamo che vi rivelo un segreto: Palahniuk, a me, m'aveva rotto i coglioni. Troppo uguale a se stesso, troppo arrogante verso il lettore (sì, hai capito bene Chuck: arrogante), troppo Palahniuk insomma (come Baricco: troppo Baricco). Poi mi prendo l'ultimo libro, grazie alla migliore copertina degli ultimi 300 anni, e la mia reazione è quella di un pastore che vede diventare già lana le sue pecore. MERAVIGLIA. L'adolescente sovrappeso Madison si uccide durante le feste di Natale con un'overdose di Marijuana, dopo che i genitori (lei super attrice impegnata nel sociale e nell'animalismo plastificato, lui multimilionario distratto) la dimenticano nel suo collegio svizzero la notte della Vigilia. E lei dove finisce? Nel senso, vi domando: dove finiscono tutti i poveri bimbi ciccioni quando muoiono? All'Inferno, chiaro. E lei da lì ci racconta la sua storia. Adorabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7° posizione: &lt;span style="color: #674ea7;"&gt;&lt;i&gt;Le sette vite dell'amore (Mondadori) &lt;/i&gt;di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #674ea7;"&gt;Carla D'Alessio&lt;/span&gt;. &lt;/i&gt;Cosa combina l'amore nelle vite delle persone nel periodo natalizio? Lo scoprirete leggendo il romanzo di Carla D'Alessio, che dipinge con maestria la normale, favolosa, sconcertante, epopea del più imprevedibile tra i sentimenti. Lo so che sembra la frase di un trailer: ma è così! Regalate questo libro a un ex fidanzato/a che ha perso il momento giusto e ora vi rimpiange. Ghignerete nel buio della vostra stanza, al pensiero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6° posizione: &lt;span style="color: #3d85c6;"&gt;&lt;i&gt;Zoo col semaforo (Nutrimenti) &lt;/i&gt;di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #3d85c6;"&gt;Paolo Piccirillo&lt;/span&gt;. &lt;/i&gt;Facciamo che sono onesto: Paolo Piccirillo è un amico, un amico vero. Ma lo è diventato solo&amp;nbsp;&lt;i&gt;dopo&lt;/i&gt;&amp;nbsp;aver letto il suo libro, quando non era ancora in programma apprezzarne la persona. Così, state sicuri che sono obiettivo quando vi assicuro che lui è lo Scrittore del futuro. Metteteci sul fuoco le palle, l'utero, la collezione di francobolli boliviani, insomma: qualsiasi cosa vi sia cara al mondo. Perché lui ha un dono vero, e qui parla il lettore, non l'amico. Lui vive la sua storia, lo si sente dalla parola che, semplice, si libra in alto e colpisce il vostro cuore. Sembreranno frasi da Baci Perugina, ma non è così. Piccirillo ha cuore e coglioni da vendere. E questo suo libro è un mosaico scomposto che narra la storia di uno strano tipo, Salvatore (ma in realtà è davvero chi dice di essere?) e di uno strano pitbull (in realtà il pitbull non è strano, è un pitbull), e di come le loro esistenze possano sovrapporsi. Chi avrà questo libro nella sua libreria, un giorno non troppo lontano potrà vantarsi di possedere l'opera prima di Paolo Piccirillo, &lt;i&gt;uomo di campo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5° posizione: &lt;span style="color: #134f5c;"&gt;&lt;i&gt;Io e Te (Einaudi - Stile Libero) &lt;/i&gt;di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;Niccolò Ammaniti&lt;/span&gt;. &lt;/i&gt;Non può esistere una classifica stilata dalle mie mani senza un vangelo secondo Nic. Questo libro è una piccola perla, vi lascerà un buco al centro dello stomaco. Un vuoto colmabile solo da un altro suo vangelo. Un circolo da cui si esce solo alla morte, almeno per me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4° posizione: &lt;span style="color: #e69138;"&gt;&lt;i&gt;Un calcio in bocca fa miracoli (Einaudi) &lt;/i&gt;di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #e69138;"&gt;Marco Presta&lt;/span&gt;. &lt;/i&gt;Ecco: qui siamo davanti a un libro perfetto. In ogni sua sfumatura. Il protagonista di questo romanzo è un vecchio, di quelli proprio odiosi, che nella vita &lt;i&gt;reale&lt;/i&gt; vorresti spedire a calci in culo all'ospizio. Ma, chissà com'è, già dopo qualche pagina cominci a fare il tifo per lui. Questo è un libro che fa piangere e ridere, contemporaneamente. Una dote che solo i grandi romanzi hanno. Ammirato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3° posizione: &lt;span style="color: #6aa84f;"&gt;&lt;i&gt;Open (Einaudi - Stile Libero) &lt;/i&gt;di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #6aa84f;"&gt;Andre Agassi&lt;/span&gt;. &lt;/i&gt;E non m'importa se molti storceranno la bocca. Perché l'autobiografia ("auto" fino a un certo punto, perché scritta insieme a J.R. Moehringer) di uno dei più grandi tennisti della storia, nonché personaggio eccentrico e, per certi versi, eroico, è un libro che colpisce dritto al cuore, come un dritto incrociato da fondo campo. Se è vero che un libro debba far pensare ed emozionare, qui dentro troverete tutto. E, soprattutto, io c'ho trovato una grande verità. Agassi asserisce di &lt;i&gt;odiare&lt;/i&gt; il tennis. Non sopportarlo. Ma al tempo stesso di esserne dipendente. Quale dichiarazione d'amore più grande può esserci per qualcosa, al mondo? Come ho scritto qualche tempo fa: a quattordici anni giocavo con la sua racchetta tra le mani, ed ero emozionato. Adesso, che di anni ne ho ventisei, con la sua biografia, lo sono ancora di più. Commovente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2° posizione: &lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;i&gt;Player One (Isbn Edizioni)&lt;/i&gt; di &lt;i&gt;Ernest Cline&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;. E qui, oltre all'ammirazione per un altro romanzo stupendo, scatta anche un'altra cosa. L'invidia. Eh sì, perché, anche se molti autori non lo ammetteranno mai, quando uno che scrive legge un romanzo così bello, la sana invidia da competizione gli divampa nello stomaco e corrode un po' di pareti. Questo romanzo è talmente avvincente, coinvolgente, e visionario, che il solo pensiero di staccarmi per andare a fare la pipì mi irritava talmente dal farmi desistere. E allora l'ho letto per ore e ore senza mai pisciare, bere, e tutto il resto delle cose che facciamo noi umani di solito. La realtà che Cline ci presenta nel suo romanzo è quella di un mondo allo sfascio, dove quasi la totalità degli esseri umani riversa le proprie vite in un videogioco online, o meglio: una realtà virtuale parallela, di nome Oasis. E in Oasis, il suo avatar (Parzival) dovrà mettersi in gioco nella più grande caccia al tesoro della storia. Che presto, &lt;i&gt;ovviamente!&lt;/i&gt;, diventerà una lotta per la salvezza dell'umanità. Ora, mi chiedo: ma cosa ci sarebbe di meglio da fare, per ognuno di noi, domattina, se non salvare l'umanità in un videogioco online? Be', direte voi: un milione di altre cose. Ma mai avvincenti come questa!, aggiungerei io.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1° posizione, tra i Dieci libri da farsi regalare (o regalare) a Natale 2011: &lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;i&gt;Il Vangelo secondo Biff &amp;nbsp;(Elliot) &lt;/i&gt;di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Christopher Moore&lt;/span&gt;. &lt;/i&gt;Tana, mi avete scoperto. Venero quest'uomo.&amp;nbsp;Ma vi assicuro che c'è un perché. È un genio! Che motivo, se no? Sentite qui: un angelo riporta in vita, ai nostri giorni, l'amico di infanzia di Gesù di Nazareth (sì, il Messia, avete capito bene) per fargli scrivere un Vangelo, ufficiale, sui primi anni di vita del Salvatore. Così assisterete alla più fantastica delle avventure. Ovviamente, il Cristo che Biff ci propone non ha vissuto esattamente tutta la vita a Gerusalemme a fare il falegname col patrigno. Ma è stato in Oriente, ha inventato il caffè, il sarcasmo, ha imparato il Kung Fu, l'invisibilità, lo yoga, ha sfidato intere popolazioni dell'India, e poi, sì: è finito in croce. Ma in mezzo, il suo migliore amico, questo Biff che è un arlecchino folle e geniale, gli ha fatto da spalla più che egregiamente, tirandolo più volte fuori dai casini. Che dirvi? Un libro leggendario, probabilmente il più bel romanzo che abbia mai letto. Le lacrime, alla fine, sono scese. Prendete questo libro: mi manderete a casa cesti natalizi per ringraziarmi. E io li accetterò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-5390948435549859059?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/5390948435549859059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/12/superclassifica-i-dieci-libri-da-farsi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/5390948435549859059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/5390948435549859059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/12/superclassifica-i-dieci-libri-da-farsi.html' title='SUPERCLASSIFICA: I DIECI libri da farsi regalare (o regalare) a Natale. Versione 2011'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-oFl1a7O12lU/TutW2pA-1kI/AAAAAAAAAK0/AkF6i1c_EE4/s72-c/alber2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-369867174874612032</id><published>2011-05-17T21:34:00.002+02:00</published><updated>2011-06-14T23:06:51.347+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fiera del libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salone del libro'/><title type='text'>Marco fa surf. Resoconto da turista del Salone del Libro di Torino 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-d8eSeIXt1JA/TdLNJsvIEuI/AAAAAAAAAKs/HARiDkCUDk8/s1600/226223_2069713786139_1343687138_32463721_1660449_a.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="152" src="http://2.bp.blogspot.com/-d8eSeIXt1JA/TdLNJsvIEuI/AAAAAAAAAKs/HARiDkCUDk8/s320/226223_2069713786139_1343687138_32463721_1660449_a.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Io&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;al Salone del Libro di Torino c'ero stato una sola volta prima di quest'anno. Era il 2009, e da allora di cose ne sono cambiate parecchie. Quella volta avevo un monospalla con dentro le prime trenta paginette di un romanzo che vedrà la luce, l'anno prossimo, con Einaudi Stile Libero.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quest'anno ci sono andato con due angeli custodi, uno moro e uno biondo. Ai loro sorrisi, e alla loro presenza, dedico tutte queste parole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ho i jeans larghi, che toccano quasi terra nonostante le scarpe&amp;nbsp;&lt;em&gt;da skate&lt;/em&gt;. Così sfioro sempre il pavimento e non corro il rischio di perdere il contatto fisico con la polvere, che da lì si parte e lì si torna, il trucco è non allontanarsi mai troppo. E allora per prima cosa si va dagli amici di sempre. Quelli con cui sei partito, quelli che ti rifiutavano i primi manoscritti o che volevano i secondi. Cosh e Biasella, Ciromarino (una sola parola) e i suoi rugbisti, facce che sanno di casa, è bello rivederli. E dài che i loro libri sono anche belli (non tutti, oddio!).&amp;nbsp;&lt;em&gt;Neo Edizion&lt;/em&gt;i e&amp;nbsp;&lt;em&gt;Ad est dell'equatore&lt;/em&gt;, due esempi di come si possa far libri senza scucire soldi agli autori e fare compromessi. Anche se non sempre si è d'accordo, va bene lo stesso. E vi ho fatto pure pubblicità, e manco mi regalate un libro :)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sarà che ho 26 anni e mi diverto con poco, sarà pure che sono una persona entusiasta ma vedere tutti questi libri messi insieme mi fa provare erezioni dell'anima che sembra di stare tra i giocattoli da piccoli. E allora guardo, curioso, giro, cerco gli stand con la mappa manco fosse una partita di battaglia navale. Incontro amici nuovi, quelli con cui ti scrivi su facebook e sembra davvero di conoscervi da una vita. Uno di loro: Alcide, modi educati e capelli più folli dei miei. A lui devo un grosso favore ma lui nemmeno se ne accorge, e allora doppio grazie per te, amico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Poi - finalmente - l'Olanda mi sorride e trovo i due traduttori più belli del mondo sotto una grande T (la mia era quella giusta, eh!). Con loro si parla, si gira e si va a cena. E capisci che a scrivere libri, ogni tanto, conosci persone che ti resteranno per sempre nel cuore. Gemellaggio di magliette di calcio, adesso sì che ho una seconda squadra: PSV Eindhoven. Che quest'anno però ha pisciato la qualificazione in Champions League. Amen, ci rifaremo.&amp;nbsp;&lt;em&gt;Werking PSV!&amp;nbsp;&lt;/em&gt;(giusto?)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Capitolo a parte: la famosa festa di Minimum Fax. Che ho compreso essere una di quelle cose da provare almeno una volta nella vita, insieme al sudoku e alla morte. È tutto molto uguale a una discoteca, l'unica differenza è che lì si balla Bob Sinclair e qui, siamo fighi, e dunque i Baustelle. Poi mi diranno quelle trecento persone come si fa a dimenarsi come salmoni norvegesi su&amp;nbsp;&lt;em&gt;Charlie fa surf ma che roba si fa MDMA...&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Mentre il giorno dopo a quella di Fandango intravedo Baricco e Procacci. E Procacci è un figo che se&amp;nbsp;&lt;em&gt;solo&amp;nbsp;&lt;/em&gt;avessi dieci anni di più e fossi una donna lo sedurrei con ogni mezzo a mia disposizione. Baricco era proprio Baricco, invece. E sono talmente l'anima della festa che passo un'ora (su un'ora e mezza lì) a parlare del perché il Napoli di Mazzarri sia da rifondare in vista dell'anno prossimo con Paolo Piccirillo (ti stimo, amico). Però intanto: siamo noi, siamo noi, i campioni dell'Italia siamo noi. Occhei, stop. Se no divento monotematico e già mi odiate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma non è tutto saltare e bere ed entrare al momento giusto nella mischia, a Torino ci sono tante persone con cui si parla e si ride: Alice Di Stefano, Mariapia Veladiano, Fabio Geda, Isabella -Isaiena- Tramontano, Christian Frascella, Martino Ferro, Fabio Genovesi, Alex Pietrogiacomi, Christian Mascheroni, Fabrizio Gabrielli, Gianni Tetti (sei proprio sardo, cazzo! :D), Massimiliano Santarossa, Antonella Lattanzi, Gabriele Dadati, Anna Giuba, Antonio Benforte, e un'altra truppa infinita. Se non vi ho menzionato non mi scuso, anzi,&lt;em&gt;deppiù&lt;/em&gt;, solo che in fiera il tempo è rarefatto e viaggia al doppio della velocità e manco te ne accorgi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Momento topico della mia vita: chiamo il mio compagno di&amp;nbsp;&lt;em&gt;vecchia data&lt;/em&gt;&amp;nbsp;Marco Ponti (se non avete visto&amp;nbsp;&lt;em&gt;Santa Maradona&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;em&gt;A+R&lt;/em&gt;&amp;nbsp;non siete più miei amici). In realtà non l'avevo mai visto prima, ma sapete com'è... quando myspace e facebook ti consentono di importunare i tuoi idoli... capita pure che li incontri se fanno i turisti al Salone.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Marco è stato semplicemente fantastico. Con lui passiamo un'ora a parlare, ridere, io a trattenermi da fare il fan con disturbi della personalità, e lui a trattenersi dal fuggire con scuse del tipo ''c'ho la macchina in doppia fila''. Ma un po' gli sono rimasto simpatico, mi sa. È stato stupendo. Ma tanto scriveremo film insieme, è solo questione di tempo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Poi, grazie a Ros (la mia editor-compagna di consigli sui farmaci intestinali), mi ritrovo di fronte a Diego De Silva e, ovviamente, mentre mi scagazzo sotto dalla vergogna gli dico che ''Non avevo capito niente'' è il romanzo più bello del mondo (ripeto: Vangeli secondo Ammaniti esclusi). Lo so, sono il solito esagerato... ma chi di voi non avrebbe fatto lo stesso?! Chi!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Forse tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Devo incontrare un agente e ci diamo appuntamento nella&amp;nbsp;&lt;em&gt;famosa&lt;/em&gt;&amp;nbsp;area IBF (International Book Forum). Un po' di gente, tra cui l'agente stesso, dice che probabilmente mi avrebbero fatto problemi all'ingresso. In questo caso sarebbe bastato chiamarlo, sarebbe venuto a prendermi lui all'ingresso... Insomma, affari risolvibili. Ma io sono di Napoli e penso sempre che ogni cosa, alla fine, si possa sistemare con un sorriso, una spiegazione, che - voglio dire - le regole son regole, ma sono interpretabili. E invece per avere il maledetto pass per l'IBF vengo braccato da due uomini eleganti all'ingresso che mi intimano di raggiungere la receptionista (una ragazza gentile e sorridente, almeno lei) e&amp;nbsp;&lt;em&gt;qualificarmi&amp;nbsp;&lt;/em&gt;(per cosa? per un torneo?). Poi, quest'ultima, mi rimanda dagli elegantoni per fargli esibire il pass e, solo allora, posso varcare il confine di questa famigerata zona IBF. Dove dentro è tutto blu: pavimento di moquette blu, pareti blu, il cielo è sempre più blu (scusate). Faccio ciò che devo, tutto va alla grande, e andando via scopro che c'è un tavolino con le bottigliette d'acqua gratis. SOTTOLINEO:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;GRATIS&lt;/strong&gt;. Ora, non so quanti di voi sono a conoscenza che l'acqua, in fiera a Torino, costa qualcosa come 2 o 3 euri. E finalmente capisco perché al referendum del 12 giugno tutti vogliono votare Sì per salvare l'acqua pubblica (a proposito: votate davvero Sì). La colpa è del Salone. Mi attacco il mio bel cartellino IBF al jeans e capisco che per bere, come una gazzella nel periodo della siccità, ho finalmente trovato il mio torrente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;- Se sei tra gli organizzatori del Salone del Libro e leggi queste parole: non credermi, sono uno scemo, sto giocando. Mentre, se non sei tra gli organizzatori e hai modo, l'anno prossimo, di farti rilasciare un pass per l'IBF, hai capito il sistema per bere gratis. Enjoy -&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Prima di andare via riesco ad acchiappare - quasi fisicamente - prima Paolo Repetti (un pazzoide che stimo dal primo momento in cui ci siamo conosciuti. Ricordo ancora cosa mi disse, non so se lui ne rammenta), con cui esalto il grande calciomercato della Juventus, e poi Severino Cesari che, detto tra noi, resta la persona a cui va il più grande, immenso, spropositato grazie della mia vita. Dopo un'oretta con lui allo stand Einaudi mi accorgo che sto per perdere il treno. Allora lo abbraccio forte e fuggo via con i miei angeli custodi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Che sono sempre stati con me, quasi a ricordarmi che mettere i jeans larghi, a toccare terra, dopo tutte queste belle cose, è sempre un po' utile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Prima di salutarvi, e salutare Torino 2011, voglio dire al dj della festa di Minimum Fax che su una cosa sola gli do totalmente ragione:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vorrei morire a quest’età&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;vorrei star fermo mentre il mondo va,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;ho quindici anni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Programmo la mia drum-machine e suono la chitarra elettrica.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vi spacco il culo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;È questione d’equilibrio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;non è mica facile.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ci vediamo a Torino 2012, se i Baustelle vogliono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-369867174874612032?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/369867174874612032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/05/marco-fa-surf-resoconto-da-turista-del.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/369867174874612032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/369867174874612032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/05/marco-fa-surf-resoconto-da-turista-del.html' title='Marco fa surf. Resoconto da turista del Salone del Libro di Torino 2011'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-d8eSeIXt1JA/TdLNJsvIEuI/AAAAAAAAAKs/HARiDkCUDk8/s72-c/226223_2069713786139_1343687138_32463721_1660449_a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-7257712169101428788</id><published>2011-03-17T02:25:00.001+01:00</published><updated>2011-03-17T02:26:05.583+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marco'/><title type='text'>Non ho perso la password del blog</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/JFQSS53V_Ec?rel=0" title="YouTube video player" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se mai qualcuno se lo fosse davvero chiesto, qualcuno oltre me dico, no: non ho dimenticato la password per accedere al blog. È solo che sono negli ultimi due mesi prima di un'importante consegna alla casa editrice (che è sempre la stessa del prossimo libro). Battute conclusive di un gran bel romanzo (e se lo dice l'autore potete credergli sulla parola), un romanzo pazzoide, veloce, un romanzo &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=E02c8YQUlY4"&gt;bellissimo&lt;/a&gt;, che non so ancora quando leggerete... ma che leggerete. Oh sì se lo leggerete.&lt;br /&gt;
Nel frattempo continuo a non dormire e a mangiare latte e cereali di notte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-7257712169101428788?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/7257712169101428788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/03/non-ho-perso-la-password-del-blog.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7257712169101428788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7257712169101428788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/03/non-ho-perso-la-password-del-blog.html' title='Non ho perso la password del blog'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/JFQSS53V_Ec/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-6735122297483437369</id><published>2011-02-21T15:32:00.012+01:00</published><updated>2011-02-27T16:41:38.628+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pippo baudo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='festival'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanremo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mike bongiorno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='benigni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salma'/><title type='text'>RACCONTI A CASO: Il paradiso è una prima serata di Rai Uno</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LVCmqVLO68E/TWJ0mW6tPgI/AAAAAAAAAKg/Z0uldWmt1hE/s1600/mikeee.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-LVCmqVLO68E/TWJ0mW6tPgI/AAAAAAAAAKg/Z0uldWmt1hE/s320/mikeee.jpg" width="230" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;link href="file://localhost/Users/marco/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip/0clip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;  &lt;style&gt;
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&lt;/style&gt;       &lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il paradiso è una prima serata di Rai Uno.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Pippo Baudo non aveva badato a spese. Trentamila euro, dopo tutto, non era un investimento che avrebbe dissanguato il suo conto corrente. Il lavoro era stato fatto bene, senza sbavature. Anche l’idea di imbottirlo con del &lt;i&gt;pout pourri&lt;/i&gt; era stata vincente. E poi, a dirla tutta, la salma imbalsamata di Mike Bongiorno gli risolveva il salone, che aveva arredato Katia, e che lui aveva sempre trovato troppo barocco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;I giornali di tutto il mondo ne avevano parlato. Il furto della salma del celebre presentatore era stato un evento che aveva indignato l’Italia intera. Appelli della famiglia sulla Rai, condanne da ogni collega del mondo dello spettacolo sulla carta stampata. Ma lui, Pippo, inflessibile era andato fino in fondo. Era un’occasione troppo ghiotta per non essere sfruttata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Da quando la Rai lo aveva sbattuto nella fascia pomeridiana, e su Rai Tre per giunta, Pippo era andato fuori di testa. Non era più andato a fare le prove e la trasmissione era saltata (al suo posto avevano messo in palinsesto un redivivo Umberto Smaila con un programma sulla chirurgia estetica). Preferiva sparire piuttosto che andare in onda alle 15 su quella rete inutile e di comunisti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Lui &lt;i&gt;era&lt;/i&gt; Rai Uno. E da Rai Uno non lo avrebbero scollato nemmeno col diluente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;A Mike aveva infilato uno smoking su misura perché, nonostante tutto, nutriva per lui un’arcaica forma di rispetto. L’aveva sistemato al centro del grande salone, i mobili tutti spostati contro le pareti. Aveva sbarrato tutte le finestre di casa, le persiane abbassate, le tende color salmone serrate. Era solo, solo con Mike, quando bussò il campanello.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;drìììn&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il volto di Pippo Baudo si illuminò come un’abatjour.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Era Il Ruvido, lo stesso che gli aveva trafugato la salma di Mike. Sotto le braccia portava due sacchi neri di medie dimensioni, legati all’estremità superiori con una corda.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«’A Baudo, co’ questi so’ ventimila euri»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Sono solo due» ribatté il presentatore siciliano «E gli altri tre? Dove sono gli altri tre?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Tranchilo brò, li tengo nel furgone, te scarico questi e vado a pija gl’altri».&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
In poco più di mezz’ora tutto era pronto. Il microfono piazzato al centro dell’enorme atrio, la salma di Mike, granitica, lì davanti. Alle sue spalle, legati a cinque sedie, Valeria Mazza col rimmel sciolto dalle lacrime, Fiorello che tentava di vendere qualche prodotto da imbavagliato, Roberto Benigni che si contorceva come una salamandra incendiata, Raffaella Carrà che dormiva beata perché, dopo un certo orario, lo Xanax faceva particolarmente effetto, e Renato Zero che pareva piuttosto eccitato dalla situazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Pippo Baudo entrò dopo qualche minuto, il tempo di schiacciare &lt;i&gt;play&lt;/i&gt; sul piccolo stereo portatile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Paràppappaparà Paràppappaparà Paràppappappaparappapappà Paràrà! Perché Sanremo è Sanremo!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Buonasera e benvenuti alla sessantunesima edizione del Festival di Sanremo!» Baudo cominciò ad applaudire mentre camminava nervosamente per il salone.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Per questa edizione abbiamo in serbo delle sorprese speciali» guardò alle sue spalle «A presentare con me... la bellissima Valeria Mazza!» e si diresse verso la sedia che ospitava la modella argentina, l’afferrò per lo schienale e prese a trascinarla verso il suo proscenio immaginario.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Diccelo, diccelo Valeria quanto sei emozionata» Baudo le porse un microfono immaginario «Quanto sei emozionata?».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Dalla bocca imbavagliata della sua valletta uscì solo un &lt;i&gt;mmmh!!!gggh!!! &lt;/i&gt;mentre le lacrime continuavano a solcarle le guancie lattiginose.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«È emozionatissima, facciamole un applauso» e si voltò ancora verso le sedie alle sue spalle. I quattro che erano rimasti indietro lo fissarono terrorizzati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Ah, non applaudite? Non è di vostro gradimento?» Baudo si aprì piano lo smoking «Al pubblico da casa non piace la gente che non applaude» tirò fuori un’automatica calibro 45.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Tese il braccio verso i suoi quattro ospiti d’onore. Con la Colt nella mano sinistra prese a scorrere i bersagli legati, prima di posare il mirino su Renato Zero. La Carrà ronfava ancora come un citofono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il cantante idolo dei &lt;i&gt;sorcini&lt;/i&gt; accese lo sguardo d’interesse. Baudo non se ne curò, e prima che quello potesse dimostrargli il suo piacere, diede una leggera pressione al grilletto. Un colpo si conficcò nel cranio di Zero, facendolo volare all’indietro con tutta la sedia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Le urla dei presenti presero a sbattere contro i fazzoletti che gli stringevano le bocche. La Carrà si destò di soprassalto e si convinse di essere ad una puntata di &lt;i&gt;Carramba che sorpresa&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«E adesso, applaudite».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gli ospiti presero a dimenare le braccia legate alle sedie come tanti insettini capovolti che cercano di ritrovare l’equilibrio. Baudo sorrise, interpretò lo sforzo come meritevole della sopravvivenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Ora andiamo avanti con la serata. Presentiamo il primo ospite» infilò di nuovo la pistola nella fondina ascellare «Signori, Roberto… Benigni!»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Andò alla sedia che ospitava il comico toscano, lo sbavagliò con cura e lo condusse al centro della scena, accanto alla Mazza che intanto si era pisciata addosso dalla paura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Roberto, facci un po’ della Divina Commedia, dài, lo so che non hai preparato niente, però gli italiani vogliono sentirti decantare Dante…» Baudo aveva i capelli unti da settimane di sporcizia, una vertigine ne alzava un ciuffo al centro esatto della testa e la ricrescita bianca lo faceva assomigliare ad un &lt;i&gt;marron glaces&lt;/i&gt; andato a male.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Ma veramente, io… Pippo, ragiona, ti prego… Siamo amici da tanti anni…» Benigni provò a far ragionare il presentatore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Roberto fai Dante o ti sparo nelle palle»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«L’amor che move il sole e l’altre stelle… Piero e Francesca… Pippo ti prego, basta…»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Baudo stava per afferrare ancora l’automatica, la mano infilata nella giacca nera, quando notò lo sguardo ammonitore di Mike Bongiorno alla sua destra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Era così serafico, perfettamente sobrio nel suo completo su misura. Quell’uomo l’aveva ossessionato per tutta la vita. Per tutta la vita a credersi meglio di lui, per tutta la vita ad essere più amato dagli italiani di lui. Una vita al secondo posto, per colpa di un fottuto italoamericano arteriosclerotico. E questa era la sua occasione per dimostrare agli italiani, proprio al Festival della canzone italiana, chi era il vero numero uno. Gliel’avrebbe fatta vedere lui, a Bongiorno, in Eurovisione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Cosa c’è che non va, Mike?» Baudo tolse la mano dall’arma e si avviò passeggiando verso la salma imbambolata del suo collega «Non ti piacciono i miei metodi? Tu faresti di meglio vero? E allora conducilo tu il Festival, conducilo tu!» e gli schiaffò il microfono sotto la bocca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Silenzio. Per un minuto interminabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;La mano di Baudo tremava, goccioline di sudore gli facevano rafting sulla fronte. Poi, d’improvviso, un sorriso gli tagliò l’ovale come una ferita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Come volevasi dimostrare, sei bollito, Mike» Baudo si rivolse alla cristalleria di Boemia che occupava la parete di fronte «Italiani, come vedete Mike Bongiorno è andato, è impazzito, non parla nemmeno più. Il suo tempo è arrivato, io sono il vostro unico presentatore. Solo io. E adesso, Fiorello e Raffaella Carrà faranno il tuca tuca solo per noi, in diretta!».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gli sguardi del comico e della presentatrice-ballerina si incontrarono. Fiorello era terrorizzato, la Carrà non aveva capito una ceppa e pensava di dover duettare con le gemelle Kessler sui successi di Drupi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Li sistemò di fronte, sempre legati alle sedie, e fece partire la base musicale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Tuca tuca tuuuca, l’ho inventaaato ioooo!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Tuttavia, non era soddisfatto. Quei due dementi non ballavano come avrebbe voluto. Andò nel panico. Il suo Festival era un fiasco, faceva acqua da tutte le parti. Sul palco aveva una valletta con le caviglie che navigano in un mare d’urina, un cantante omosessuale stecchito con una pallottola in testa e due rincoglioniti che non riuscivano a ballare nemmeno un tuca tuca come si deve. Senza contare quel toscano che con Dante, Berlusconi e le poesie d’amore aveva fracassato i coglioni a tutti. A Lui per primo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Mike, intanto, continuava a fissarlo impassibile come una sfinge.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Baudo perse il controllo. Tirò fuori l’automatica, fece scorrere il carrello e cominciò a sputare piombo sul suo parterre. Una carneficina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;In trenta secondi vuotò il caricatore, li aveva sforacchiati tutti. Pure la Carrà, che poco prima di morire si ricordò di aver lasciato i carciofi sul fuoco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;L’unico a essere rimasto illeso era proprio Mike. Quello stronzo aveva deciso di farlo impazzire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Pippo Baudo si cacciò dalla tasca un ultimo proiettile, lo infilò direttamente nel carrello della pistola. Poi lo tirò a sé con forza, armandola. Il &lt;i&gt;tlàc&lt;/i&gt; metallico echeggiò nello stanzone che odorava di piombo e sangue.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Vecchio mio, siamo rimasti soli, io e te, come sempre» disse, camminando verso Bongiorno «Questo è il momento della resa dei conti» e gli puntò la Colt alla tempia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Nella mente gli apparvero loro due, insieme, a Fantastico. Giovani, senza ancora le tinture, senza un filo di pancia e con le prime rughe sulla fronte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Mike gli sorrideva, di quei sorrisi d’amicizia che si riservano alle poche persone a cui senti di poter trasmettere qualcosa. Qualcosa di buono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Baudo si ricordò di quelle stagioni, di quei palinsesti. E si pentì, di colpo, tolse l’arma dalla testa di Bongiorno, scoppiò in lacrime e finì in ginocchio ai piedi del suo concorrente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;In un singhiozzo isterico si piantò la pistola in bocca, dal basso verso l’alto fece decollare un ultimo sguardo di stima a Mike.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Poi la pressione sul grilletto e il bianco che diventa la liberazione l’accolse come una prima serata su Rai Uno. Dove voleva stare lui, in piedi, bellissimo, al centro del palcoscenico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Quando l’eco del colpo svanì nel salone di Baudo, una sola parola si levò, vibrante, a riempire ogni angolo della casa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"&gt;«Alleeeeegriaaaaaaa!» esclamò Mike, facendo volteggiare il braccio, prima di tornare immobile, fermo. Come una salma.&lt;/span&gt;    &lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Cambria; font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Cambria;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;© Marco Marsullo 2011&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-6735122297483437369?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/6735122297483437369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/02/racconti-caso-il-paradiso-e-una-prima.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/6735122297483437369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/6735122297483437369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/02/racconti-caso-il-paradiso-e-una-prima.html' title='RACCONTI A CASO: Il paradiso è una prima serata di Rai Uno'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-LVCmqVLO68E/TWJ0mW6tPgI/AAAAAAAAAKg/Z0uldWmt1hE/s72-c/mikeee.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-3346340614999932240</id><published>2011-02-02T18:21:00.005+01:00</published><updated>2011-02-03T02:38:36.115+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='donlurio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto'/><title type='text'>RACCONTI A CASO: L'incrocio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TUmRV9igUhI/AAAAAAAAAKQ/DVz_DmXkBpc/s1600/Incrocio648-240.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TUmRV9igUhI/AAAAAAAAAKQ/DVz_DmXkBpc/s1600/Incrocio648-240.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="199" src="http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TUmRV9igUhI/AAAAAAAAAKQ/DVz_DmXkBpc/s200/Incrocio648-240.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;L'incrocio&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;link href="file://localhost/Users/marco/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip/0/clip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;  &lt;style&gt;
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--&gt;
&lt;/style&gt;       &lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;E poi capita che ci passi venti minuti, prima di attraversare la strada, qui dove vivo io.&lt;br /&gt;
E capita pure che ci passi altri venti minuti, se nessuno si ferma. E nessuno si ferma, mai. Non si fermano neanche se stai su una sedia a rotelle e c’hai una lancia conficcata nello sterno e il pronto soccorso è lì di fronte.&lt;br /&gt;
No. Loro devono andare, e allora va bene. Andate.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Così decidi di passarci la giornata, alle pendici di quell’incrocio, e ordini una pizza. La mangi, poi dormi, in terra, sotto al semaforo che lampeggia l’arancione. E anche se adesso, che è notte, e potresti passare perché di macchine non se ne vedono quasi più, tu decidi che no, vaffanculo, che così è troppo facile e allora devi aspettare il mattino dopo perché è giusto così.&lt;br /&gt;
Perché qualcuno si dovrà fermare prima o poi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E allora al mattino dopo fai amicizia con l’edicolante, ti regala una copia del Corriere e ti spiega che quello è un incrocio maledetto e che, dieci anni prima, c’è morto suo nonno in un frontale con una Pegeout. Tu non capisci, però dici sì, e allora per paura non attraversi per il resto della giornata. Resti lì, a leggere il giornale, mangiare schifezze comprate al bar accanto e pensi che dovrai chiamare a lavoro e dire che non puoi andare, che devi stare fermo a un incrocio per attraversare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Chiami a lavoro e loro pensano che tu scherzi. Il giorno dopo uguale. E dopo tre giorni ti licenziano e tu pensi che non è colpa tua.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Poi capita che ci passi due settimane, a quel semaforo. Che nessuno, nessuno, ti fa attraversare mai. E allora ti cresce la barba, inizi a puzzare un po’, però incontri tanta gente che ti spiega com’è la vita. E tu li vedi attraversare, loro sì, hanno coraggio, e tu no. Però pensi che va bene così. E a furia di dirti che va bene così, ti convinci che sei pazzo e non attraverserai mai più.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E allora metti su famiglia lì, all’incrocio.&lt;br /&gt;
Sì, perché incontri una donna, e te ne innamori. E lei di te. Fate due figli, all’incrocio, che nascono lì. Crescono lì, studiano lì, mangiano lì. E viene pure &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La Vita in Diretta&lt;/i&gt; a intervistarti e tu dici che sì, vivi lì. E Sposini (che quando c’era Cucuzza, voglio dire, tutt’altra cosa) sembra perplesso, allora tu dici a Sposini che deve fare il cesso, che venisse a viverci lui all’incrocio per capire cos’è la libertà.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Così capita che invecchi, sempre lì, all’incrocio. Tua moglie ti ama ancora, tu ami lei. I vostri figli sono andati a lavorare in America, ché in Italia, si sa, non c’è futuro per i laureati.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E quando muori vieni sepolto lì, all’incrocio, ma l’attimo prima di morire ti accorgi che la tua vita è stata un’immensa attesa, prima che qualcuno, da destra o da sinistra, ti lasciasse quel minimo spazio che serve, ad ogni essere umano, per essere vivo e felice.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E vaffanculo, tu ci sei riuscito pure da fermo a essere felice. E pensi, da morto, che va bene così. E che l’incrocio ti manca, perché in paradiso sono tutte strade dritte.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Però hai finalmente conosciuto Don Lurio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;© Marco Marsullo 2011&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Questo racconto sarà incluso nella rivista Prospketiva, numero 52 (www.prospektiva.it)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-3346340614999932240?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/3346340614999932240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/02/racconti-caso-lincrocio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/3346340614999932240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/3346340614999932240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/02/racconti-caso-lincrocio.html' title='RACCONTI A CASO: L&apos;incrocio'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TUmRV9igUhI/AAAAAAAAAKQ/DVz_DmXkBpc/s72-c/Incrocio648-240.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-4218694210172131384</id><published>2011-01-25T19:02:00.004+01:00</published><updated>2011-01-25T19:07:41.745+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='superclassifica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrittoridanonpubblicaremai'/><title type='text'>SUPERCLASSIFICA: I SEI scrittori da NON pubblicare mai (o pubblicare sempre)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TT8ETz2tVeI/AAAAAAAAAKE/zDL55Rog3Rk/s1600/blocco-dello-scrittore.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TT8ETz2tVeI/AAAAAAAAAKE/zDL55Rog3Rk/s200/blocco-dello-scrittore.jpg" width="178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La SUPERCLASSIFICA torna ancora in auge, stavolta con &lt;b&gt;I SEI scrittori da non pubblicare mai (o pubblicare sempre)&lt;/b&gt;. La verità è che mi diverte un sacco scrivere questi post e, da oggi in poi, ogni SUPERCLASSIFICA sarà online anche su &lt;i&gt;Brown Bunny Magazine&lt;/i&gt;, che mi ha chiesto di poter usufruire di questi ironici (perché gioco, gente) elenchi. Se qualcuno si riconosce in questi sei "tipi" di scrittori, e se la prende, beh, sono solo problemi suoi. E' solo un gioco. Un po' di sana ironia in questo mondo di dittonghi e iati. Davvero, non incazzatevi che poi mi fate rimanere male.&amp;nbsp;&lt;b&gt;E, pensate!, sono talmente democratico che &lt;i&gt;descriverò&lt;/i&gt; anche me&lt;/b&gt;. Starà a voi indovinare quale delle sei categorie possa circoscrivermi. Buona lettura!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;6° Posizione: "La donna emancipata"&lt;/b&gt;. In genere, over 40/45, è quella che ha il dente avvelenato dopo una separazione dal coniuge o dopo un licenziamento reputato ingiusto. Il suo romanzo di solito è in prima persona, con punti esclamativi anche al posto delle congiunzioni, narrante la storia di una donna sola contro tutto e tutti, una donna senza macchia e senza paura, un misto tra una Giovanna D'Arco e una Beatrix Kiddo (la bionda incazzata di Kill Bill, per chi avesse vissuto gli ultimi anni in un imbuto) del Duemila. E poco importa che la donna in questione abbia, nell'ordine: tradito il marito con l'operatore ecologico della consegna porta-a-porta dei sacchetti della differenziata, incendiato la casa dimenticando sul fuoco la teiera mentre giocava a Burraco online, scambiato il labrador di famiglia con un furetto, e venduto l'auto nuova per comprare un tavolino etnico (carinissimo) visto su &lt;i&gt;Ebay&lt;/i&gt;. Ne uscirà inspiegabilmente vittima sacrificale, pronta a rialzare la testa a suon di capoversi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;5° Posizione: "Il fancazzista"&lt;/b&gt;. E' lui il più scemo del panorama editoriale italiano; scrive quando glielo dice la testa, diverte (ci prova) con metafore folli, si definisce "meno letterario di un copriwater" alle presentazioni. Il suo romanzo ha come protagonista, una volta su tre, un mago indiano con dei super poteri. Produce dieci romanzi all'anno, è prolifico come un coniglio (chi coglie la metafora, vince un suo libro). L'unico pericolo è che qualcuno lo pubblichi per davvero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;4° Posizione: "Il dannato edulcorato"&lt;/b&gt;. Lui è condannato a scrivere perché suo padre era un dizionario. Sua madre una Olivetti &lt;i&gt;Lettera 22&lt;/i&gt;. Di norma, anche per descrivere una passeggiata sul corso della sua città, userà parole come "misoneista" e "allorquando" (per descrivere il momento in cui nota il sedere di una bella donna, &lt;i&gt;es: "allorquando notai le chiappe della bionda ferma alla vetrina del negozio"&lt;/i&gt;). Il suo romanzo è un inno al suicidio di massa, con il protagonista che, nove volte su nove, è lui stesso. Anche col suo stesso nome. Per la serie: "Ho cercato, ma nessuno veniva così bene impaginato".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;3° Posizione: "Il giallista de' noantri"&lt;/b&gt;. E' l'erede, autoproclamato, di Céline e Simenon. Costruisce trame fumose, storie enigmatiche fino all'ultima pagina con personaggi indecifrabili. Ambienta le sue storie in provincia, dove tutto è silenzioso, dove c'è sempre l'omicidio, sanguinolento, di una giovane donna © (Copyright del giallista de' noantri). Ma la vera caratteristica che non può mancare al suo protagonista (ovviamente: un commissario, un ispettore, un sostituto procuratore, un pompiere che cerca vendetta) è la SPALLA. Un omino sottomesso, improbabile, taciturno, spesso più ignorante di una staffa d'acciaio, che dovrà assorbire come un tampax tutti gli umori del suo ''capo''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;2° Posizione: "Il pluripremiato"&lt;/b&gt;. Sfogliando la sua bibliografia, oltre a scoprire che è anche un poeta, un saggista, un regista, uno sceneggiatore, un guardiano notturno, un casellante, un gatto, una sinestesia, un giornalista &lt;i&gt;freelance&lt;/i&gt; e un critico d'arte culinaria, scoprirai che, nel 1994, si è classificato ottavo al "Concorso Mino Giamborri" (un esteta vissuto nel 1834) e terzo al "Gran Premio Letterario di Copacabana". Senza dimenticare, certo, la menzione al "Premio Opera quarta Città di Norello Inferiore".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;1° Posizione, tra gli scrittori da NON pubblicare mai (o pubblicare sempre): "L'intimista"&lt;/b&gt;. Per lui tutto si gioca sulle descrizioni e sulle trasformazioni in divenire. Il tramonto è la fine di un'epoca, l'alba l'inizio di una nuova vita. La spiaggia è il percorso verso la placenta materna (il mare), e le stelle sono bagliori di un'epoca che sta appassendo tra le macerie della civiltà. Di norma, il suo protagonista trova piacevole morire, perché, si sa, morire è un po' come iniziare un nuovo viaggio verso un orizzonte lontano...&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-4218694210172131384?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/4218694210172131384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/01/superclassifica-i-sei-scrittori-da-non.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/4218694210172131384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/4218694210172131384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/01/superclassifica-i-sei-scrittori-da-non.html' title='SUPERCLASSIFICA: I SEI scrittori da NON pubblicare mai (o pubblicare sempre)'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TT8ETz2tVeI/AAAAAAAAAKE/zDL55Rog3Rk/s72-c/blocco-dello-scrittore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-451693538903727384</id><published>2011-01-14T17:01:00.006+01:00</published><updated>2011-01-14T17:58:40.686+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzidanonscrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='superclassifica'/><title type='text'>SUPERCLASSIFICA: I CINQUE romanzi da NON scrivere mai</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TTBqvRwVBmI/AAAAAAAAAKA/H1k9vbuQiJk/s1600/olivetti.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TTBqvRwVBmI/AAAAAAAAAKA/H1k9vbuQiJk/s1600/olivetti.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="163" src="http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TTBqvRwVBmI/AAAAAAAAAKA/H1k9vbuQiJk/s200/olivetti.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dopo essere stato subissato di mail (potrebbe non essere vero), dopo aver ricevuto le telefonate di importanti editori che mi chiedevano linee guide per i loro piani editoriali (anche questo potrebbe non essere vero), dopo il successo de "&lt;a href="http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/12/i-dieci-libri-da-farsi-regalare-o.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #b45f06;"&gt;I dieci libri da regalare (o farsi regalare) a Natale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;",&amp;nbsp;torna la &lt;b&gt;SUPERCLASSIFICA&lt;/b&gt;!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Spero che sia evidente lo spirito ironico di queste righe, e che nessuno si offenda o prenda troppo sul serio le mie parole. Cosa che non faccio nemmeno io stesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;5° Posizione: &lt;/b&gt;Giacomo è un venditore ambulante di aspirapolveri elettrici della provincia di Lecco. Durante una mattinata di lavoro porta a porta, incontra Sally, casalinga annoiata che pratica il sesso tantrico con sconosciuti che adesca tramite annunci su &lt;i&gt;"Voglia"&lt;/i&gt;, il giornaletto a 4€ in vendita in tutte le edicole. Insieme iniziano un viaggio verso Nuova Delhi, a cui prenderà parte anche Sossio, jazzista dai capelli lunghi che cerca il sound giusto dal 1976, senza averlo mai trovato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;4° Posizione:&lt;/b&gt; Mario Gargiulo, operaio tessile di Frattaminore, è un licantropo. Ma solo il giovedì pomeriggio, dopo aver visto Mastrota in tivù che vende le pentole. Il suo istinto di lupo lo trascinerà in una vivace avventura underground, in una Frattaminore al limite dello psichedelico, tra scommettitori accaniti e ausiliari del traffico borderline, corrotti e violenti. Sorprendente il finale quando Mario Gargiulo si ritira sull'Appennino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;3° Posizione: &lt;/b&gt;Come può un idrante innamorarsi di una giovane pittrice? &lt;i&gt;"Amori sorprendenti" &lt;/i&gt;ce lo spiega con la dolcezza e la catarsi che solo il più autentico romanzo d'amore può donare. Ambientato in una cabina telefonica di Vienna, la storia vi lascerà con una grande domanda alla fine. L'amore esiste? La risposta è sì.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;2° Posizione: &lt;/b&gt;Plinio è un ragazzo sbandato, vive nella periferia di Montecatini Terme e passa tutto il giorno a sputare alle auto parcheggiate e a gareggiare con la sua moto da cross. Una sera, ad un'asta di beneficenza, incontra Terry, ragazzina appena maggiorenne della Montecatini bene. Se ne innamora pazzamente. I genitori di lei sono contrari, i genitori di lui lo pensano morto in un incendio ad Ancona quattro anni prima. Dalla loro parte hanno solo Geggi, il migliore amico di Plinio, che si fidanza a sua volta con Fuffy, la migliore amica di Terry. Alla fine sarà la moto di Plinio a uscirne vincitrice, mettendosi con Fuffy e Terry, contemporaneamente. Epica la scena dell'orgia col barbiere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;1° Posizione, tra i romanzi da NON scrivere mai: &lt;/b&gt;&lt;i&gt;"Banane di fuoco" &lt;/i&gt;è il più autentico romanzo di formazione di tutti i secoli. Flavio è un pasticcere, scopre il sesso grazie al suo amico Samy, figlio di un assessore al Comune di Lodi. I due cominciano un grintoso viaggio &lt;i&gt;on the road&lt;/i&gt; in Harley che è il ritratto più vivo della nostra epoca. Si suicideranno in una tavola calda di Pistoia dopo aver capito che in realtà l'ora legale serve solo a far risparmiare energia elettrica.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-451693538903727384?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/451693538903727384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/01/superclassifica-i-cinque-romanzi-da-non.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/451693538903727384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/451693538903727384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2011/01/superclassifica-i-cinque-romanzi-da-non.html' title='SUPERCLASSIFICA: I CINQUE romanzi da NON scrivere mai'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TTBqvRwVBmI/AAAAAAAAAKA/H1k9vbuQiJk/s72-c/olivetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-7862311842474429830</id><published>2010-12-28T17:23:00.008+01:00</published><updated>2011-02-27T17:01:00.154+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='isoladeifamosi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='califano'/><title type='text'>RACCONTI A CASO: Un'estate fa</title><content type='html'>&lt;link href="file://localhost/Users/marco/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip/0clip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;  &lt;style&gt;
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&lt;/style&gt;       &lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TRoPVTjD4JI/AAAAAAAAAHc/eMxeKpCFr9I/s1600/franco-califano.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="255" src="http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TRoPVTjD4JI/AAAAAAAAAHc/eMxeKpCFr9I/s320/franco-califano.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: large;"&gt;Un’estate fa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 10pt;"&gt;E mi giocai i ricordi provando il rischio&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 10pt;"&gt;Poi di rinascere sotto le stelle&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 10pt;"&gt;Dimenticai di colpo un passato folle&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 10pt;"&gt;In un tempo piccolo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 10pt;"&gt;(Un tempo piccolo – Franco Califano)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Raimonda Torti Simonelli, presidente neoeletta della Regione Lazio, leggeva alcune circolari seduta alla scrivania del suo ufficio. Erano le sei del pomeriggio e fuori dalla finestra un temporale illuminava a tratti il buio d’uno dei primi giorni primaverili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;La giornata era stata un continuo scassamento di coglioni. Prima aveva dovuto ricevere un rappresentante dei COBAS che minacciava di far scioperare tutti gli insegnanti del Lazio, poi era rimasta bloccata a telefono per ore per una questione di alcuni appalti ad Ostia, infine aveva dovuto presiedere ad una noiosissima riunione del Consiglio Regionale. Uno strazio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Non desiderava nient’altro che andare a casa, mettere i piedi in una bacinella d’acqua calda e guardare Amadeus in tivù. &lt;i&gt;L’Eredità&lt;/i&gt; la faceva impazzire, il gioco della &lt;i&gt;ghigliottina&lt;/i&gt; su tutti. Poco più di un’ora e il sogno si sarebbe concretizzato, doveva solo mettere le ultime due firmette e chiamare il sindaco Romolini per i dettagli di quella cerimonia al Gianicolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Anche se Luigi Romolini era stato eletto col 63% delle preferenze al suo secondo mandato, a lei restava sempre e clamorosamente sulle palle. Un ometto sottile, le spalle a collo di bottiglia, i baffetti da topo e quei capelli brizzolati che lo facevano assomigliare a un ragioniere di Varese. Nonostante fossero dello stesso partito politico e Romolini l’avesse ufficialmente appoggiata per la sua candidatura a governatrice, il gap incolmabile, per Raimonda Torti Simonelli, era rappresentato dalla differenza cromatica che li rendeva del tutto incompatibili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Lei biancoazzurra, lui giallorosso. E lei, a tavola con un tifoso della Roma, prima di Romolini, non c’era mai stata. Se la ricordava bene quella cena di partito a Oriolo Romano, agriturismo “da Germana”. Quella pajata se l’era strozzata pur di piantarla alla svelta e tornarsene a casa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Pronto, Luigi, ciao» la governatrice si strinse forte l’indice tra i denti, poi mollò la presa e aggiunse «Sono Raimonda»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Raimonda!» la voce tremula di Romolini, che nonostante i suoi cinquantatre anni pareva un settantenne, l’accolse così.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Sì… Senti, ti chiamo per quella cosa al Gianicolo di martedì prossimo, capito quale?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ci fu una lunga pausa nella quale Raimonda Torti Simonelli pensò al peggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«No, quale?» riemerse dal baratro Romolini, seriamente perplesso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;La governatrice impiegò quasi dieci minuti per fare luce nella mente obnubilata del sindaco di Roma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Allora occhei? Tutto confermato?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Sì sì, cara, tutto confermato. T’abbraccio, a martedì»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Ciao Luigi, grazie, ciao»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Ah, mi so’ dimenticato di dirti ‘na cosa!» Romolini ripartì in contropiede.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Oddio, che scassacazzi&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Dimme» sospirò Raimonda, battendosi una mano a paletta sulla coscia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Ce l’hai presente Augusto Fioroni? Il cantante?».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;La governatrice del Lazio ebbe un sussulto, scavallò le gambe e si arpionò con una mano alla scrivania in vetro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Sì, certo!» quasi strillò.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Sta con le pezze al culo. Mi ha chiamato il suo agente, sta per far uscire un caso sui giornali, pare che Fioroni voglia richiedere la legge Bacchelli, quella del vitalizio agli artisti che se morono de fame. Questo ho capito, almeno. C’ha chiesto ‘na mano…».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gli occhi di Raimonda Torti Simonelli diventarono due laghi, le labbra presero quasi a tremare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Augusto Fioroni era il suo cantante preferito. &lt;i&gt;Un’estate fa&lt;/i&gt; era la canzone con la quale s’era innamorata di suo marito Lamberto, a Forte dei Marmi, nell’estate del 1986.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Sì, doveva fare qualcosa per lui. Era l’amore a chiederglielo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Augusto Fioroni stava nella cucina di casa sua a girare una vodka scadente con dell’acqua tonica. La vestaglia aperta metteva in bella mostra le mutande ingiallite sul pacco, l’elastico un po’ slabbrato. Un rigonfiamento grande come un pallone da rugby gli penzolava verso il basso all’altezza dello stomaco. Non mangiava da due giorni; gli ultimi venti euro li aveva spesi per comprare quella vodka cinese e una bottiglia di rum importata dal Pakistan.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Dopo la prima sorsata fece una faccia simile a quella di uno che ha appena mangiato pasta con la merda. Si allontanò il bicchiere dalla bocca, tirò un sospirone e buttò giù il resto dell’intruglio con un solo sorso. Poi si asciugò la bocca con la manica della vestaglia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Anvedi che merda…» farfugliò, dirigendosi verso la camera da pranzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Lì avrebbe preso il telefono e chiamato per l’ennesima volta Ermanno Maltroppa, il suo agente, per sapere se c’erano novità sul casino che aveva piantato su tutti i giornali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Augusto Fioroni non sapeva ancora che quella mattina avrebbe ricevuto una splendida notizia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Augù, bello» esordì Maltroppa, e quando Maltroppa diceva “bello” poteva significare una sola cosa «Tiette forte. Quella vitellona de’ la Torti Simonelli ha chiamato e ha detto che, dovessero cecalla, te fa avè la Bacchelli! Contento? Mò sai che titoloni, che pubblicità? Come minimo te chiamano all’Isola dei Famosi!».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Pensieri contrastanti invasero la mente ottenebrata dall’alcol del vecchio cantante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;A lui, detto in confidenza, dell’Isola dei Famosi non gliene poteva fregare di meno. Aveva settantadue anni, un’ulcera perforata, la prostata grande come un cocomero e un debito col padrone di casa di tre mensilità. Era stanco di andare in giro a cantare quelle quattro canzoni che la gente si ricordava e ancor più stanco di raccontare delle mille donne che si era scopato nella vita. Figurarsi ad andare in un’isola sperduta del Pacifico a mostrare le chiappe e a mangiare noci di cocco. Non aveva più l’età. Aveva buttato miliardi al cesso tra donne, liquori e macchine veloci. Era stato una merda; dentro, nel profondo, lo sapeva. Ma era cambiato, forse un po’ tardi, ma stavolta la lezione l’aveva capita. Forse avrebbe scritto un libro per raccontare la sua storia, un libro dove diceva la verità. Non dove raccontava delle orge nella sua villa ai Castelli e di quella volta che a Ponza aveva rimorchiato un transessuale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ora, però, doveva dirlo a quella iena di Maltroppa, i cui unici pensieri erano vendere lo scoop, resuscitarlo e mandarlo in tivù a piangere tra le zinne di Barbara D’Urso. Speculare su di lui fino a tumulazione avvenuta, e forse pure dopo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Prese il coraggio in braccio e partì all’attacco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Ermà, grazie, che bella notizia» ragliò con la solita voce catarrosa «Però, vedi, a me basterebbero quei due soldi, giusto pe’ magnà, me so’ fatto vecchio, tu me capisci, vero?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ci furono tre secondi di silenzio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Ma certo, certo» sussurrò Maltroppa. Augusto Fioroni distese gli occhi impauriti in un sorriso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Capisco quanto sei stronzo! ‘A pezzo de merda! Tu c’hai un contratto, tu me devi un pacco de soldi, che te sei dimenticato, a fio de ‘na mignottaaa!» aggiunse Maltroppa, giusto per farsi capire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Tu devi da fare quello che te dico se voi continuà a magnà, sinnò mori nella merda tua, io te querelo per quei diecimila che ancora me devi e la finimo qua. Che dici?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il cantante aveva la gola secca, in bocca la vodka gli aveva lasciato una patina strana, un retrogusto quasi di benzina. Purtroppo non aveva scelta. Ingoiò, si inumidì le labbra con la lingua rasposa e disse: «E va bene, ce sto, fai quello che te pare»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Beeello Augù, bravo. Te richiamo io» e buttò giù.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Un senso di solitudine invase le viscere di Augusto Fioroni. Lo stomaco gli bruciava per l’alcol che corrodeva le pareti in assenza di cibo da attaccare, ma la cosa non gli dava noia più di tanto. A quello era abituato, a sentirsi solo no. Da solo non c’era mai stato; di solito gli bastava una telefonata per organizzare qualsiasi tipo di serata, e invece, adesso, al solo pensiero di alzare la cornetta non sapeva nemmeno che numero comporre. L’avevano lasciato solo come un cammello che crepa nel deserto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Pochi cazzi, erano tutti delle merde.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;b&gt;Un mese dopo&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Presidente! Presidente!» Manlio Budella, inviato del TG 4, aveva appena piazzato un microfono sotto al mento di Raimonda Torti Simonelli, vincendo la concorrenza degli altri colleghi «Non trova immorale l’aver fatto di tutto per aiutare Fioroni ad ottenere i benefici della legge Bacchelli? Non ha pensato alle famiglie oneste che non arrivano alla fine del mese?».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il presidente della Regione Lazio si infilò svelta i grossi occhiali da sole Prada e, con l’aiuto delle guardie del corpo, svicolò nel palazzo della Regione senza rilasciare dichiarazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Sui giornali non si parlava d’altro. La questione morale non era sfuggita ai giornalisti, proprio nei giorni in cui quattro sfigati metalmeccanici di Anzio si erano incatenati su una gru perché non venivano pagati da mesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;L’accusa che muovevano alla governatrice era quella di aver aiutato Augusto Fioroni perché notoriamente associato alla corrente politica del suo partito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Cazzate. Mai la stampa era stata così lontana dalla verità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Raimonda Torti Simonelli era cresciuta con i poster di Fioroni in cameretta. Con le foto ritagliate dai giornali, i 45 giri e le musicassette dei suoi successi. Era stata anche a due concerti; uno a Roma, col papà, e uno, in un’epica trasferta dopo la maturità con Livia, la sua migliore amica, a Bologna. Per lui, e con lui, aveva pianto, riso, fatto l’amore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Poi aveva incontrato Lamberto, in quell’estate del 1986 a Forte dei Marmi. S’erano giurati amore eterno, ragazzini, mentre ballavano un lento sulla voce roca di Fioroni che intonava “&lt;i&gt;Un’estate fa&lt;/i&gt;”. E ora, dopo più di vent’anni, erano ancora lì. Insieme. Il presidente della Regione Lazio aveva più di un debito con il cantante. A lui, s’era detta, doveva tutta la sua vita. E anche se adesso era ridotto a una cariatide col Parkinson, a Raimonda Torti Simonelli quell’uomo faceva sempre un certo effetto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Appena entrò nel suo ufficio il cellulare prese a strillare una canzone della Pausini. Dall’altra parte c’era Ermanno Maltroppa, l’agente di Fioroni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Beeella, Raimò!»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Ermanno, buongiorno»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Te volevo di’ che avemo apprezzato, io e Augusto».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Al solo nome del suo cantante preferito, la governatrice del Lazio ebbe un travaso biliare. Sentiva lo stomaco sottosopra e le braccia più molli di un etto di ricotta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Grazie, grazie, ma figuratevi…» balbettò nel cellulare. Era emozionatissima.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Ma c’è quarcosa, quarsiasi cosa, che Augusto pò fa’ per ricambiare la tua gentilezza? Lui ora sta qua, è tutto ‘n fremito, me fa segno de salutatte» Maltroppa mise una mano sulla cornetta «Come dici Augù? Sì sì, te la saluto, stai bono! Te saluta, Raimonda, te manda un bacione!».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Seduto sul divanetto dello studio di Maltroppa, Augusto Fioroni ronfava come un citofono da quasi due ore. S’era addormentato lì perché il padrone di casa gli aveva fatto trovare i sigilli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Raimonda Torti Simonelli prese a sudare freddo. L’idea che Augusto Fioroni, “er Fiorone”, si stava sbracciando per salutarla, le faceva planare mille farfalle nello stomaco. Cosa poteva chiedere in cambio? Bastava saperlo felice, si disse. Ma poi si ricordò di una cosa. E sorrise, di gusto. Si sarebbe buttata, dopotutto: quando gli ricapitava un’occasione come questa?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Signor Maltroppa, guardi, una cosa ci sarebbe»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Damme der tu, zuccherì»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Occhei… Ermanno. Una cosa ci sarebbe» la governatrice prese fiato, ingoiò «Sabato prossimo c’è la festa del partito a Grottaferrata, a Villa Dorina… Magari, Augusto, se può… Pure una mezz’oretta, eh»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«’A Raimò» Maltroppa l’interruppe risoluto «Nun devi da dire più niente. Augusto Fioroni viene a cantatte tutto quello che vuoi. Vero Augù?» di nuovo la mano sulla cornetta «Dice che nun vede l’ora. Poi te chiama lui in settimana per i dettagli. Naturalmente, a gratise…»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Porca mignotta, ma che davero?!» irruppe la Torti Simonelli alzandosi in piedi «E anche un’altra cosetta, se fosse possibile…» sibilò, famelica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Spara, chicca»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Allora…»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Prima che l’auto del partito della Torti Simonelli lo venisse a prendere, Augusto Fioroni s’era pippato due piste sul tavolo della cucina. L’unico mobile che ancora non gli avevano pignorato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il vecchio cantante, prima di infilare la porta, si diede una sistemata allo specchio. Domò il rado ciuffo bianco con una sputazzata e scoprì di essere veramente ridotto a poco più di una merda di cane. Le occhiaie gli avevano divorato quasi tutte le guance, la barba sfatta pensava al resto. Dal mento gli penzolavano almeno due etti di grasso allo stato brado, e le labbra sottili s’erano quasi ritratte dentro alla bocca. Gli occhi castani erano due noccioline disperse in uno di quei piattini da aperitivo. Tutto il fascino che un tempo sprizzava pure dalle gengive era andato perduto nei meandri della vita, per sempre, lasciato un po’ qui e un po’ lì, ma comunque finito. Nei letti delle sue amanti, nei camerini dei concerti, nelle stanza d’albergo d’ogni città.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Augusto Fioroni si passò una manona sulla faccia, strofinò un po’ gli occhi con pollice e indice. Era triste, ma adesso non aveva il tempo per rendersene conto. Doveva esibirsi, ancora una volta. E questa volta per ottenere una pensione da poco più di mille euro al mese. L’elemosina, in pratica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Se l’era voluta, si disse, chiudendosi alle spalle la porta di casa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Villa Dorina si trovava alla fine di una lunga salita, poco fuori il centro di Grottaferrata. Da casa sua, Fioroni aveva impiegato un’oretta ad arrivare, avevano trovato un po’ di traffico sul Raccordo. Quando scese dall’Alfa nera, tutti gli invitati si voltarono all’unisono verso il vialetto d’ingresso. Ci fu un applauso sommesso, l’orchestrina che suonava nell’angolo del grande cortile arrestò un attimo la canzone di Eros Ramazzotti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il vecchio cantante stava infilato a forza in uno smoking che s’era comprato all’inizio degli anni Novanta, per una serata a Canale 5. Forse i Telegatti, non se lo ricordava neanche più. Aveva la vista annebbiata e barcollava un po’, la folla di politici e donne ingioiellate lo accolse aprendosi in due ali, facendolo sfilare al suo interno. Mentre raggiungeva il buffet, dove Raimonda Torti Simonelli lo stava aspettando con un sorriso più radioso di una bomba atomica, sentì nitidamente una signora vestita di lilla scambiarlo per il Mago Bastoni, quello che a &lt;i&gt;Domenica In&lt;/i&gt; faceva sempre scomparire Giletti. Non se ne diede cura; poco gliene poteva fregare, era fatto come una trota, e soprattutto voleva finire questa pagliacciata in modo indolore. Poi, tornarsene a casa, e guardarsi la partita della Roma che stava registrando. C’aveva provato a scansarsi la pacchiana cerimonia, ma Ermanno Maltroppa gli aveva quasi messo le mani in faccia. Non c’era stato niente da fare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Signor Fioroni… benv… benvenuto».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Quella troiona truccata come una matrioska doveva essere Raimonda Torti Simonelli, pensò il cantante mentre le stringeva la mano con un sorriso più falso dei soldi del Monopoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Ma veramente ringrazio voi per avermi invitato a questa splendida festa» rispose con una voce che pareva uscire da un tubo di zinco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;La Torti Simonelli si sciolse come burro all’equatore. Quasi le mancarono le forze nelle gambe, così si attacco al braccio del marito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Lui è mio marito Lamberto, Lamberto Lama, primario al Gemelli» squittì, guardando il consorte con gli occhi a cuoricino. L’uomo, un bellimbusto sulla cinquantina, brizzolato, pettinato come Schwarzenegger da giovane, gli afferrò la mano con l’impeto di un barracuda.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Piacere signor Fioroni, noi siamo due grandi ammiratori della sua musica»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Li mortacci tua…» sussurrò appena il cantante mentre quello gli maciullava la mano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Come scusi?» chiese Lamberto Lama con un sorriso idiota spalmato sul viso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Onorato, onoratissimo» quasi strillò Fioroni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Bene, bene, se vuole prendere qualcosa da bere si serva pure»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Veramente non vedo l’ora di cantare» mentì il cantante, in realtà si sarebbe sparato tre litri di vodka pur di perdere i sensi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Perfetto!» si intromise la governatrice del Lazio «Anche noi non vediamo l’ora, mi segua mi segua» e si attraccò sotto al braccio di Augusto Fioroni e traghettò con lui verso l’orchestrina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Raimonda Torti Simonelli sentiva delle vampate di calore salirle dalle caviglie fino ai capelli; era talmente vicina al suo idolo che poteva sentire lo zaffo del suo dopobarba al pino silvestre invaderle le narici. Era il giorno più bello della sua vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Augusto Fioroni iniziò con uno dei suoi cavalli di battaglia, &lt;i&gt;Il tempo degli aranci&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Era un pezzo lento, struggente. La sua voce, quando cantava, sembrava quasi quella di trent’anni prima. Aveva perso qualche nota alta, ma restava identica l’intensità drammatica delle parole che scagliava, malinconico, verso la folla. Alcune coppie iniziarono a ballare mentre, tra loro, i camerieri sfilavano con vassoi pieni di champagne e caviale islandese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il presidente della Regione e il suo marito primario erano in prima fila a danzare, soavi come due batuffoli di neve. Si stringevano forti; Raimonda Torti Simonelli quasi affondava le unghie laccate di rosso nella schiena del marito ad ogni acuto di Fioroni. Serrava le labbra e roteava all’indietro gli occhi, socchiudendoli. Sembrava posseduta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Dopo venti minuti di concerto, Augusto Fioroni doveva vomitare. Se lo sentiva, non aveva nessun’altra alternativa. Un paio di volte aveva represso all’indietro il geyser che gli risaliva violento per l’esofago. Ma adesso sentiva di non potercela più fare. Il prossimo getto sarebbe uscito, innaffiando chiunque nella portata di un paio di metri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Con una navigata nonchalance fece un piccolo cenno all’orchestra alle sue spalle, poi soffiò nel microfono: «Siete splendidi oggi, facciamo cinque minuti di pausa, il tempo di un gin tonic…» e ammiccò agli invitati che gli sorrisero, accompagnandolo verso l’ingresso della villa con un grande applauso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Appena guadagnò il corridoio che portava al bagno di servizio, Augusto Fioroni si stampò una mano sulla bocca. Aveva poco tempo, il cuore glielo stava dicendo chiaramente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Vide la porta, stava per afferrare la maniglia, quando gli apparve di fronte Ermanno Maltroppa con un sorriso paraculissimo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Augù, bello, fermete un attimo che…» e non fece in tempo a finire la frase che un getto di vomito lo avvolse tutto, dal collo al pacco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Un urlo disumano si levò dai cessi di Villa Dorina. Anche alcuni invitati si voltarono, come distratti da qualcosa nell’aria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Chiusi in bagno, Maltroppa si stava pulendo la giacca sotto al lavandino, presero a parlare. L’agente era incazzato come una faina, e questo non aiutava le trattative. Augusto Fioroni aveva appena ricevuto un ordine terribile. Provò a ribellarsi, ma il debito di diecimila e, soprattutto, la doccia di vomito, non gli semplificavano la vita. Doveva obbedire. Poi, una volta ricevuto il vitalizio, pagare subito quella zecca succhiasangue e liberarsi di lui. Solo così si sarebbe potuto godere in pace il resto della sua miserabile vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«E vabbè, che te devo dì Ermà, ‘o faccio. Però, me giuri, devo solo cantà, nun me devo mette’ ‘n mezzo?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Sì, sì, e te l’ho detto già dieci vorte»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Giuremelo sul capitano»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Augù» Ermanno Maltroppa lasciò per un attimo la giacca nel lavabo, si fece serissimo e guardò dritto negli occhi del suo assistito «Te lo giuro su ‘a capoccia de Francesco Totti, sì, poi stà tranquillo»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Va bene, famo ‘sta cosa allora»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Bello Augù, sali su, te stanno a aspettà».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Mentre Augusto Fioroni saliva i gradini per andare al secondo piano di Villa Dorina, dove c’erano le camere da letto, nella testa&amp;nbsp; gli affiorarono tutte le cose più strane che aveva fatto in vita sua. Questa, senza dubbio, si prendeva il primo posto. Più strana persino di quella volta che lo invitarono a cantare nel reparto rianimazione dell’ospedale di Viterbo, ché un meccanico suo grande fan non si risvegliava dal coma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Arrivato alla stanza 201, bussò educatamente un paio di volte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Avanti» la voce della Torti Simonelli emerse dal ventre della stanza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il cantante aprì la porta ed entrò. Sul letto, la governatrice del Lazio era avvolta appena da una sottoveste rossa, i capelli neri sciolti sulle spalle sembravano una pelliccia. Dietro di lei, steso, Lamberto Lama le ghermiva un seno mentre le mordicchiava una spalla.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Chiuda, signor Fioroni, presto!» strillò Raimonda Torti Simonelli, infuocata dai denti del consorte che le affondavano nella carne.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Augusto Fioroni, nella vita, di tette e cosce nude ne aveva viste parecchie. Non era certo il tipo che si scandalizzava, anzi, eppure alla vista di un uomo nudo, e in piena erezione, qualcosa nello stomaco cercò di rivoltarsi. Fortuna che aveva appena evacuato, si disse, mettendosi di fronte al letto matrimoniale stile ottocentesco, con tanto di baldacchino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Sa che deve fare?» aggiunse Raimonda, divorata dall’eccitazione, mentre suo marito le succhiava il lobo dell’orecchio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Cantare? Solo cantare, vero?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Un’estate fa…» esclamò la donna con un acuto, Lamberto intanto era arrivato ai fianchi «La prego, canti Un’estate fa. La canti come se fosse a Forte dei Marmi nel millenovecentontottan…»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Forte dei Marmi? E chi cazzo c’è mai stato. Anzi, ‘na vorta, me pare…»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Canti Fioroni, per l’amor di dio, canti!!!» la governatrice del Lazio strillava come una poiana. Lamberto si era appena sistemato sopra di lei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Augusto Fioroni si schiarì la voce e attaccò a cantare &lt;i&gt;Un’estate fa&lt;/i&gt;. Con passione, chiudendo gli occhi nel ritornello, allargando le braccia come per contenerci dentro il mondo. Come se fosse davvero a Forte dei Marmi in quell’estate in cui Raimonda e Lamberto si giurarono amore eterno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;E sulla strofa finale, Augusto Fioroni aveva il cuore colmo di gioia. Un sorriso gli tagliava il viso patito. Lamberto Lama era appena venuto, un tempismo perfetto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ora poteva svignarsela da quell’inferno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;b&gt;Sei mesi dopo&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Simona Ventura era vestita come una barbie transgenica mentre diceva ai naufraghi che erano in diretta. Era la finale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Patrick Azzurri, attore pornografico in pensione e Susana Perez, valletta venezuelana de &lt;i&gt;La&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Ruota della Fortuna&lt;/i&gt;, avrebbero conteso al favoritissimo del pubblico da casa, Augusto Fioroni, lo scettro di vincitore de &lt;i&gt;L’Isola dei Famosi&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;«Volete dire qualcosa prima della chiusura del televoto?» strillò Simona prima di terminare il collegamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Augusto Fioroni alzò timidamente la mano, agguantò il microfono e, sorridendo come un bambino, prese a cantare &lt;i&gt;Un’estate fa&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;La Rai chiuse il collegamento dopo pochi istanti per mandare la pubblicità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;© Marco Marsullo 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-7862311842474429830?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/7862311842474429830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/12/racconti-caso-unestate-fa.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7862311842474429830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7862311842474429830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/12/racconti-caso-unestate-fa.html' title='RACCONTI A CASO: Un&apos;estate fa'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TRoPVTjD4JI/AAAAAAAAAHc/eMxeKpCFr9I/s72-c/franco-califano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-9094156881597596834</id><published>2010-12-16T17:29:00.002+01:00</published><updated>2011-01-14T16:30:52.374+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dieci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='superclassifica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pareriletterari'/><title type='text'>SUPERCLASSIFICA: I DIECI libri da farsi regalare (o regalare) a Natale</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TQokkp6I22I/AAAAAAAAAHM/8-bt37MqmvU/s1600/natale_Libri.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TQokkp6I22I/AAAAAAAAAHM/8-bt37MqmvU/s320/natale_Libri.jpg" width="209" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;I dieci libri da farsi regalare (o regalare) a Natale&lt;/i&gt; inaugura una rubrica (la SUPERCLASSIFICA) che terrò ogni tanto; per lo più elenchi di dieci cose da fare/non fare in caso di..., oppure di dieci modi per non pagare un conto al ristorante e non passare la nottata in questura. Cose così, che fanno bene alla letteratura. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Per dare maggiore suspance all'evento (non che ce ne sia bisogno, la tensione si taglia col grissino), comincerò in ordine decrescente, dal decimo al primo, agognatissimo, posto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;10° Posizione:&amp;nbsp;&lt;i&gt;Altri giorni, altri alberi&lt;/i&gt;&amp;nbsp;(Isbn, 2009)&amp;nbsp;di Paolo Caredda&lt;/b&gt;. A Genova, gli alberi di Natale si sfidano in cruenti combattimenti per assicurare la sopravvivenza dei quartieri che rappresentano. Vere e proprie battaglie vedranno coinvolti il vecchio Gustavius e il giovane, spietato, Mascherafuturo. Un libro folle e dolce, da un autore che ho scoperto per lo splendido racconto "&lt;i&gt;Giorno di paga in via Ferretto&lt;/i&gt;", contenuto in &lt;i&gt;Gioventù Cannibale&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
Regalandolo, non farete più stare tranquilla la persona che lo riceverà. Finirà per non abbandonare mai la stanza con l'albero di Natale, e di sera, prima di spegnerlo, lo fisserà per minuti interminabili in un trip di paura e mistero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;9° Posizione: &lt;i&gt;L'inattesa piega degli eventi &lt;/i&gt;(Baldini&amp;amp;Castoldi, 2008) di Enrico Brizzi. &lt;/b&gt;In un'ipotetica Italia uscita in tempo dall'alleanza con Hitler, e vincitrice del secondo conflitto mondiale, un cronista sportivo, Lorenzo Pellegrini, sceglierà la donna sbagliata da far piangere. Così, il direttore del suo giornale, invece di fargli seguire l'attesissimo evento delle Olimpiadi di Roma del 1960, lo spedisce a seguire le ultime sfide decisive della Serie Africa.&lt;br /&gt;
Per gli amanti del pallone, ma anche no, un'epopea divertente scritta col solito piglio ironico di Brizzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;8° Posizione: &lt;i&gt;Crazy Heart &lt;/i&gt;(Einaudi Stile Libero, 2010) di Thomas Cobb. &lt;/b&gt;La sgangherata ultima turné del musicista country Bad Blake, leggenda della musica americana.&lt;br /&gt;
Descrivere la trama sarebbe inutile, è un trionfo d'amore. E Bad Blake è senza dubbio uno dei personaggi più fighi con i quali abbia mai avuto a che fare.&lt;br /&gt;
Da regalare a chi televota per &lt;i&gt;Amici&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;7° Posizione: &lt;i&gt;Acciaio &lt;/i&gt;(Rizzoli, 2010) di Silvia Avallone. &lt;/b&gt;A Piombino, cittadina divorata dall'acciaieria che ne fa da scenografia, due ragazzine, amiche inseparabili, diventeranno grandi conoscendo l'amore, la rivalità, e la distanza che questa impone.&lt;br /&gt;
Questo libro ha avuto tanto di quel successo che se lo regalate, l'altra persona di sicuro lo ha già. Però potrà riciclarlo e darlo ad un'altra persona, che a sua volta lo avrà già nella sua libreria... Così, in pieno febbraio, verrete a sapere che la copia che avevate regalato è finita ad un guardiano notturno in Danimarca. E che il libro gli è piaciuto parecchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;6° Posizione: &lt;i&gt;Una cosa divertente che non farò mai più &lt;/i&gt;(minimum fax, 2001, poi 2010) di David Foster Wallace. &lt;/b&gt;E' la cronaca di una, specie, di reportage che era stato commissionato all'autore da una rivista americana. Si ride ogni tre minuti di lettura.&lt;br /&gt;
Regalatelo a quegli amici che vogliono andare a fare la crociera GENOVA-BARCELLONA-MAROCCO-EGITTO-PALERMO. Li scoraggerete. O, forse, se hanno il gusto dell'orrido, si faranno assumere a bordo come banconisti al casinò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;5° Posizione: &lt;i&gt;Caina &lt;/i&gt;(Fandango, 2009) di Davide Morganti. &lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ne ho già raccontato la storia in questo blog, ma vi faccio un rapido sunto. Vincenza è una killer che uccide solo quando è incinta; nelle pagine del romanzo dovrà trovare il suo compagno, un egiziano scappato chissà dove, in una pista di ricordi, uccisioni e brutalità.&lt;br /&gt;
Se avete una suocera il regalo si fa da sé (io non ho niente contro le suocere, ma stanno antipatiche a tutti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;4° Posizione: &lt;i&gt;La vita oscena &lt;/i&gt;(Einaudi Stile Libero, 2010) di Aldo Nove. &lt;/b&gt;Stesso discorso fatto per &lt;i&gt;Caina&lt;/i&gt;, ho già parlato del romanzo in questione, ma merita troppo.&lt;br /&gt;
Aldo Nove non va descritto, Aldo Nove va amato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;3° Posizione: &lt;i&gt;Branchie &lt;/i&gt;(Einaudi Stile Libero, 1997, poi 2006) di Niccolò Ammaniti. &lt;/b&gt;La storia folle e incredibile di Marco Donati, venditore di pesci romano, malato terminale, che si troverà in India dopo che una donna gli ha chiesto di costruire lì per lei il più grande acquario di Nuova Delhi. Succederà DI TUTTO.&lt;br /&gt;
Ad ora resta il mio libro preferito di tutti i tempi, e chi mi conosce lo sa che in questa speciale classifica un libro di Nic non poteva mancare. Ma dato che sono tutti belli, ho messo quello che preferivo. Se vi manca questo tassello di uno dei più bravi (per me, il più bravo) narratori italiani, completate il puzzle.&lt;br /&gt;
Regalo particolarmente indicato per chi ha cucinato il pesce a Natale. Scartandolo, potranno venirgli le convulsioni, o spasmi in perfetto stile "reduce del Vietnam".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;2° Posizione: &lt;i&gt;Chiedo Scusa &lt;/i&gt;(Einaudi Stile Libero, 2010) di Francesco Abate e Saverio Mastrofranco (che è Valerio Mastandrea). &lt;/b&gt;Valter ha un fegato malato e attende il trapianto. Nell'attesa che la morte di una persona lo liberi dall'agonia, si accorge che, come tanti, forse tutti, si è sempre lamentato per cose futili, e che "il suo dolore è solo una goccia nel dolore del mondo". E allora chiede scusa, chiede scusa a tutti. Pazzesca la frase che chiude il libro, che traghetta alla conclusione di un viaggio commovente nel dolore e nella redenzione, con punte di ironia qui e lì come spruzzate di panna ornamentali. Da menzionare anche la scena dell'operazione che Valter subisce senza anestesia; una prova di coraggio dell'autore. Che è una persona che stimo.&lt;br /&gt;
Il libro mi ha convinto ad iscrivermi all'AIDO (Associazione Italian per la Donazione di Organi), lo farò quanto prima, ed è una promessa. Regalatelo per convincerne altri. Molti si faranno convincere, ne sono sicuro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;1° Posizione, tra i libri da regalare a Natale 2010, &lt;i&gt;I frutti dimenticati &lt;/i&gt;(Marcos y Marcos, 2008) di Cristiano Cavina. &lt;/b&gt;Storia autobiografica, come quasi tutte quelle di Cavina, che narra di uno scrittore (Cristiano) che, a trent'anni suonati, viene avvicinato per la prima volta da un padre che non ha mai conosciuto. Proprio nei giorni in cui la sua compagna sta per dare alla luce il suo primo figlio. Il protagonista si troverà così diviso a metà, tra una vita che comincia e una, quella del padre, malato, che si consuma in un letto d'ospedale. E in quegli ultimi giorni al suo fianco, Cristiano trova il modo per raccontargli la sua infanzia, e l'infanzia di suo figlio Giovanni.&lt;br /&gt;
E' uno dei libri più belli e intensi che abbia mai letto. Regalatelo a padri, madri, figli, nonne, nonni, sorelle, fratelli, sconosciuti, a chiunque. Ma regalatelo.&lt;br /&gt;
Ne vale la pena.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-9094156881597596834?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/9094156881597596834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/12/i-dieci-libri-da-farsi-regalare-o.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/9094156881597596834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/9094156881597596834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/12/i-dieci-libri-da-farsi-regalare-o.html' title='SUPERCLASSIFICA: I DIECI libri da farsi regalare (o regalare) a Natale'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TQokkp6I22I/AAAAAAAAAHM/8-bt37MqmvU/s72-c/natale_Libri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-1436846227114101564</id><published>2010-12-15T01:17:00.005+01:00</published><updated>2010-12-15T12:21:43.138+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aldonove'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pareriletterari'/><title type='text'>PARERI LETTERARI: La vita oscena</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TQgG1HV_9bI/AAAAAAAAAGo/PVeTEldopQ0/s1600/9.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TQgG1HV_9bI/AAAAAAAAAGo/PVeTEldopQ0/s320/9.jpg" width="203" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Aldo Nove io lo amo, e vabbè, era giusto dirlo prima di cominciare a spiegarvi perché, secondo me, questo è un gran libro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In &lt;a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/aldo-nove/la-vita-oscena/978880620001"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: magenta;"&gt;La vita oscena&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(Einaudi Stile Libero, 2010) la storia è, come accade spesso nei suoi libri, semplice e complessa &lt;i&gt;al tempo istesso&lt;/i&gt; (cit.). Il protagonista pulsa vita e morte ad ogni, breve o lunghissima, frase. La spirale di (auto)violenza è il pretesto ideale per descrivere il baratro senza ritorno in cui, talvolta, cade chi è solo. Perché, a mio avviso, la solitudine è il tema centrale del romanzo. Una solitudine fatte di comparse, pagate per fare sesso e qualsiasi altra &lt;i&gt;brutale&lt;/i&gt; prassi sessuale. Ma non vi dico altro sulla trama.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il bello di Aldo Nove è che ti fa ridere e piangere nello stesso rigo. Non capisci mai se dice sul serio o se scherza, se vuole portarti a deridere o a compatire il suo personaggio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Io dico solo: ad avercene di Aldi Nove. La vita sarebbe meno oscena (oddio, sicuro?).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Dello stesso autore, straconsigliato: Superwoobinda (Einaudi Stile Libero, 1998)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #444444;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;"La vita oscena" (Einaudi Stile Libero), pagine 111&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;€ 15,50&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-1436846227114101564?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/1436846227114101564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/12/pareri-letterari-la-vita-oscena.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/1436846227114101564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/1436846227114101564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/12/pareri-letterari-la-vita-oscena.html' title='PARERI LETTERARI: La vita oscena'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TQgG1HV_9bI/AAAAAAAAAGo/PVeTEldopQ0/s72-c/9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-6525366513481945460</id><published>2010-12-01T17:27:00.001+01:00</published><updated>2010-12-03T16:22:14.821+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marco'/><title type='text'>"Il lettore che vorrei", sul sito della NEO Edizioni</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TPZ1SsfBa-I/AAAAAAAAAGk/WW1YdWzsIvk/s1600/Schermata+2010-11-30+a+18.28.18.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="280" src="http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TPZ1SsfBa-I/AAAAAAAAAGk/WW1YdWzsIvk/s400/Schermata+2010-11-30+a+18.28.18.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="font-size: 12px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 15px; text-align: right;"&gt;&lt;em style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ho tante cose ancora da raccontare,&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;per chi vuole ascoltare,&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;e a culo tutto il resto&lt;br style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #393939;"&gt;(Francesco Guccini, L’avvelenata)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #393939; font-size: 12px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 15px; text-align: right;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 15px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span id="more-2625" style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;Il mio lettore, ammesso che ce ne sia uno, voglio che mi scelga anche per la passione che ci metto. Mi farebbe piacere parlare con lui, se ne avesse voglia, e spiegargli cosa significhino per me le mie storie. Dato che, alla fine, non scrivo perché mi preme, perché devo sfogarmi, perché fa tendenza, ormai. Scrivo perché mi diverte. E mi diverte divertire. E mi diverte far divertire chi invento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 15px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Mi piacerebbe che il mio lettore girasse ogni pagina con un po’ di magone perché è una pagina in meno alla fine. Che dimentichi un problema. E che ricordi una cosa bella che gli è capitata nella vita.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vorrei che il mio lettore si rigirasse la copertina del mio libro tra le mani, se la stampasse nella mente, ne carpisse i segreti del materiale tastandone la consistenza. Mi piacerebbe che lo facesse anche in bagno, o su un treno. Sul letto, anche.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Mi piacerebbe incontrare un mio lettore in metropolitana, distratto da una pagina mentre il treno sferraglia rumoroso. Magari con un i-pod e le gambe accavallate.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Mi piacerebbe che il mio lettore aspetti il mio libro di dopo, che ogni tanto mi chieda a che punto sto. E io glielo direi. Perché mi piacerebbe essere uno di loro, dato che io, lettore, lo sono stato e lo sarò sempre. E so quant’è bello parlare col proprio autore preferito, ammesso che io diventi un giorno l’autore preferito di qualcuno.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vorrei, tanto, che il mio lettore sapesse da dove vengo. Sapesse bene che il mio primo libro l’ho pubblicato con la Noubs Edizioni di Chieti, senza scucire un centesimo e senza averne uno in cambio. E sappia che ora, che pubblicherò con Einaudi Stile Libero, resterò lo stesso scapestrato cazzone di prima. E voglio che capisca a fondo questo concetto, perché è la verità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Però, sappia anche che questa è la cosa più bella che mi sia capitata nella vita. Poter arrivare ovunque, in ogni libreria del paese. Poter pensare, tentare, di vivere di scrittura.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E che forse è anche la cosa più bella sua vita. Potrà trovarmi per davvero, questa volta, il mio lettore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 15px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vorrei che il mio lettore mi scusasse se a volte sembro un po’ un ragazzino, ma ho solo venticinque anni, e tutto sommato ragazzino lo sono ancora. E spero di rimanerci per un altro po’ ancora.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Infine, al mio lettore, vorrei chiedere di incrociare le dita insieme. Perché io, senza di lui, sono poco e niente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, sans-serif; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 15px; text-align: right;"&gt;&lt;a href="http://www.neoedizioni.it/neo/editoriale/il-lettore-che-vorrei-2-di-marco-marsullo/"&gt;&lt;i&gt;QUI&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;, sul sito della NEO.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-6525366513481945460?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/6525366513481945460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/12/il-lettore-che-vorrei-sul-sito-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/6525366513481945460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/6525366513481945460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/12/il-lettore-che-vorrei-sul-sito-della.html' title='&quot;Il lettore che vorrei&quot;, sul sito della NEO Edizioni'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TPZ1SsfBa-I/AAAAAAAAAGk/WW1YdWzsIvk/s72-c/Schermata+2010-11-30+a+18.28.18.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-8678748430957892241</id><published>2010-11-29T22:48:00.001+01:00</published><updated>2010-11-30T19:27:34.935+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mario monicelli'/><title type='text'>Mario Monicelli</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TPQfG-7kZ2I/AAAAAAAAAGg/-X5J72Z8ua0/s1600/monicelli-a-venezia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TPQfG-7kZ2I/AAAAAAAAAGg/-X5J72Z8ua0/s1600/monicelli-a-venezia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Che dire.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Grazie.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-8678748430957892241?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/8678748430957892241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/mario-monicelli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/8678748430957892241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/8678748430957892241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/mario-monicelli.html' title='Mario Monicelli'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TPQfG-7kZ2I/AAAAAAAAAGg/-X5J72Z8ua0/s72-c/monicelli-a-venezia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-1061320377227661575</id><published>2010-11-24T18:03:00.001+01:00</published><updated>2010-11-24T18:45:27.569+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marco'/><title type='text'>Citazioni di livello</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TO1E3PvwM0I/AAAAAAAAAGc/kurKfxlRSH8/s1600/Foto+del+63882378-11-2455525+alle+17%253A44.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="323" src="http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TO1E3PvwM0I/AAAAAAAAAGc/kurKfxlRSH8/s400/Foto+del+63882378-11-2455525+alle+17%253A44.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-1061320377227661575?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/1061320377227661575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/citazioni-di-livello.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/1061320377227661575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/1061320377227661575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/citazioni-di-livello.html' title='Citazioni di livello'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TO1E3PvwM0I/AAAAAAAAAGc/kurKfxlRSH8/s72-c/Foto+del+63882378-11-2455525+alle+17%253A44.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-7312610202912676629</id><published>2010-11-22T22:29:00.003+01:00</published><updated>2010-11-22T22:34:07.726+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tremalaterra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neo'/><title type='text'>In libreria "Trema la terra", con un mio racconto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TOZ2GoYWaCI/AAAAAAAAAGY/ttcSZ1F3Ae0/s1600/trema-la-terra-cover-sito.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TOZ2GoYWaCI/AAAAAAAAAGY/ttcSZ1F3Ae0/s400/trema-la-terra-cover-sito.jpg" width="280" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E' uscito da poco un bel libro, edito dalla &lt;b&gt;NEO Edizioni&lt;/b&gt;, casa editrice abruzzese fondata e condotta da Francesco Coscioni e Angelo Biasella. Si chiama "Trema la terra", è un'antologia di racconti, a cura di Isabella Tramontano, che ha come filo conduttore il terremoto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dentro ci trovate autori affermati come Maurizio de Giovanni e Massimo Cacciapuoti, autori promettenti come Gianni Solla e Carla D'Alessio, autori alle prime prove editoriali che però mi hanno sorpreso (Anna Giuba su tutti).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E me.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Con un racconto un po' atipico, sul sisma. Si intitola &lt;b&gt;"My name is Borussia"&lt;/b&gt;, è la storia di un avvocato di successo a cui viene, letteralmente, il &lt;b&gt;&lt;i&gt;terremoto in testa.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sono particolarmente contento di stare in questo libro perché la NEO è una di quelle piccole, e oneste, case editrici che lottano lealmente per avere un posto nel mercato editoriale. Un posto piccolo, a volte scomodo, ma un posto. Sono contento di essere con autori che stimo, che leggo, che conosco e che sono diventati degli amici, ormai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sono contento, insomma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Segue, un piccolo estratto del racconto che, senza chiedere il permesso all'editore, vi regalo sul mio blog (editore NEO, se hai un reclamo, mandamelo via mail).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;         &lt;link href="file://localhost/Users/marco/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip/0clip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;  &lt;style&gt;
&lt;!--
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&lt;/style&gt;       &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;[...] Ma il mio preferito, che poi è anche il mio migliore amico, è Cosmo.&lt;br /&gt;
Cosmo guidava i camion sull’Autostrada del Sole, e poi fino alla Svizzera, aveva la foto di Padre Pio sul parabrezza e a volte faceva pure turni di sedici, diciassette ore. A guidare, sempre, faceva un sacco di straordinari. Aveva una moglie, malata, si chiamava Immacolata. Lui guidava per pagarle le medicine, ogni cento chilometri in più erano nove euro di medicine guadagnati. Quando è morta lui ha smesso di parlare. Poi ha smesso di guidare e ha perso il lavoro. Cosmo dice una parola all’anno, solo una volta, ogni sedici di aprile, la data di morte della moglie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Mi guarda, socchiude gli occhi e sussurra, piano, “Roncobilaccio”. Poi tace per un altro anno. Io so che lui dice così per farmi capire che mi vuole bene, è il suo modo per dirmi che sono il suo migliore amico. È fatto così, le persone le devi capire se le vuoi amare, non c’è una bibbia delle dimostrazioni amorose che uno può consultare per confrontare i comportamenti di chi lo ama. No, non c’è proprio. L’amore è un po’ come i tubi dell’acqua. Ci sono, ti portano l’acqua fino a casa, ma non li vedi. [...]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-7312610202912676629?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/7312610202912676629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/in-libreria-trema-la-terra-con-un-mio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7312610202912676629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7312610202912676629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/in-libreria-trema-la-terra-con-un-mio.html' title='In libreria &quot;Trema la terra&quot;, con un mio racconto'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TOZ2GoYWaCI/AAAAAAAAAGY/ttcSZ1F3Ae0/s72-c/trema-la-terra-cover-sito.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-5690467433947550615</id><published>2010-11-19T13:38:00.001+01:00</published><updated>2010-11-19T13:39:36.995+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pignatelli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palmese'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='villa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='artedelracconto'/><title type='text'>Domenica 21 novembre torna L'Arte del Racconto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TOZt8k-U40I/AAAAAAAAAGE/y-5fSg10fxI/s1600/trema-la-terra-invito-nuovo-teatro-nuovo1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TOZt8k-U40I/AAAAAAAAAGE/y-5fSg10fxI/s400/trema-la-terra-invito-nuovo-teatro-nuovo1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Domenica 21 novembre, alle ore 20.30, presso il Teatro Nuovo di Napoli (via Montecalvario 16) riparte L'ARTE DEL RACCONTO, la manifestazione curata da Massimiliano Palmese che porta i racconti al teatro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dopo il successo della prima edizione, nella scorsa stagione, &lt;i&gt;siamo&lt;/i&gt; di nuovo qui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Questa volta, protagonisti saranno i racconti del nuovo libro della NEO. Edizioni, "Trema la terra" (a cura di Isabella Tramontano), in cui c'è anche un mio racconto che si chiama "&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;My name is Borussia&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Domenica sera saranno letti, in particolare, i racconti di Carla D'Alessio, Maurizio de Giovanni, Anna Giuba e Massimo Cacciapuoti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il reading è a cura di Pietro Pignatelli. E a leggere ci sarà, oltre lui, anche Imma Villa, Carlo Cerciello, Laura Borrelli e Pino L'Abbate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Che dire, tutto molto bello.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;L'evento sarà in contemporanea con la partita del Napoli. Lo dico per una questione di chiarezza. Siamo fottuti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-5690467433947550615?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/5690467433947550615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/domenica-21-novembre-torna-larte-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/5690467433947550615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/5690467433947550615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/domenica-21-novembre-torna-larte-del.html' title='Domenica 21 novembre torna L&apos;Arte del Racconto'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TOZt8k-U40I/AAAAAAAAAGE/y-5fSg10fxI/s72-c/trema-la-terra-invito-nuovo-teatro-nuovo1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-434213709830852112</id><published>2010-11-13T16:48:00.004+01:00</published><updated>2011-02-27T20:03:23.963+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paolaechiara'/><title type='text'>RACCONTI A CASO: Papà De Pasquale, buona sera</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TN60DWffhqI/AAAAAAAAAF8/sfkaEIOOHQw/s1600/Fiat%2BPanda%2B750.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5539062561382565538" src="http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TN60DWffhqI/AAAAAAAAAF8/sfkaEIOOHQw/s320/Fiat%2BPanda%2B750.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; float: left; height: 211px; margin: 0 10px 10px 0; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;       &lt;link href="file://localhost/Users/marco/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip/0clip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;  &lt;style&gt;
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&lt;/style&gt;       &lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Papà De Pasquale, buona sera&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;Era un periodo particolare della vita di Luca De Pasquale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; In qualità di amico, beh, diciamo che ero un po' preoccupato. Ogni volta che andavo a casa sua, nel suo loft specchiato che affacciava su via Pigna, non percepivo più nell'aria la stessa tranquillità di prima. Luca De Pasquale era inquieto, lo avrebbe capito anche un cammello ritardato. Poi, un giorno succede che trovo Luca De Pasquale conciato come Billy Idol che mi parla di Brendost, di Crain, della Dimensione 2000 (e di come questi fenomeni reagiscano combinati tra loro). Quella cena si svolse in un clima artico, tra i suoi singhiozzi e i miei perché. Tra la pasta al sugo e una fetta di pane della Conad, Luca De Pasquale vuotò il sacco: aveva voglia di avere un figlio, un figlio vero. Il cofanetto dei Rolling Stones con il poster di Mick Jagger poco più che ventenne non gli bastava più. Un figlio da vestire, da sfamare, un figlio da amare. Un figlio a cui tramandare lo scibile musicale, a cui leggere i propri racconti prima di farlo addormentare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sì, Luca De Pasquale aveva un problema. Un vero problema. Certo, anche volendo - mi disse - dove lo sistemo in 26 metri quadrati un infante? E i soldi? E i libri per la scuola?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Insomma, eravamo nella merda. Ascoltai devoto De Pasquale mitragliare lacrime di dramma e decisi di fare qualcosa. Avrei dato un figlio a Luca De Pasquale. Non biologicamente, certo, ma avrei fornito la prole in eredità al noto scrittore vomerese. Quella notte, prima di salutarci, guardammo su youtube una serie di risse di Sgarbi e di gol di Batistuta e capii in che direzione dovevo muovermi. Diedi la mano a Luca De Pasquale e, prima di svicolare definitivamente dal suo loft specchiato, gli feci una promessa: Luca De Pasquale farò qualcosa per te, te lo giuro su Maradona e su Dio Universale. E solo lui conosceva la reazione di questi due fenomeni combinati insieme. Scesi in strada, il freddo schiarì definitivamente le idee. Il giorno seguente sarebbe partita la mia missione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Mi svegliai di buon ora (la mezza) e mi recai in un'agenzia del centro che affittava macchine, scooter, motoscafi e mongolfiere alimentate dal sacro fuoco di Brendon. Noleggiai una Panda bianca, annata '82 come i mondiali di Espana (targata NA Y87632), e - fatto il pieno di benzina e Dimensione Acrain - presi l'autostrada. Sarei andato in Romania a prendere un figlio a Luca De Pasquale. Un bel bimbo biondo, ignifugo al fuoco sacro di Crain e Brendost, possibilmente agghindato in una maglia di calcio pezzotta di qualche squadra italiana. Questi, i requisiti che avevo letto nelle parole di Luca De Pasquale. Mi gonfiai il petto d'orgoglio in un respiro pavone: ce l'avrei fatta e Luca De Pasquale sarebbe stato di nuovo contento. Sarebbe tornato a scrivere di cosce tornite in calze sguainate, di coiti a ritmo di Progressive Rock e di monolocali. Insomma, avrei donato al mondo - nuovamente - il miglior scrittore della provincia oscura. All'altezza di Bologna rischiai, però, di prendere fuoco. Crain e Brendost facevano l'autostop in una piazzola d'emergenza ed io non li avevo riconosciuti a primo acchito. Avevo addirittura fermato la Panda (a "piede", ché i freni, dopo una certa velocità, perdevano colpi) per farli salire ma, fortunatamente, mi resi conto in tempo che i due fenomeni, combinati, mi avrebbero fatto prendere fuoco all'istante. Sgommai via roboando una nube di fumo. Dovevo tenere gli occhi aperti 24 ore su 24; Brendon e la Dimensione 2000 mi stavano col fiato sul collo, mi erano ostili, era evidente. Se mi fossi rilassato un solo istante mi avrebbero fatto prendere fuoco come un arrosticino dimenticato sul grill e arrivederci alla Romania, al sorriso di Luca De Pasquale e alla letteratura italiana del primo XXI secolo. Arrivai al confine dopo venti ore di viaggio, con la Panda per metà in fiamme. Valicai la dogana a Tarvisio travestito da monaco leghista, con la maschera popolare del luogo (Borghezio Power Ranger) così da non destare sospetti, e mi addentrai nel ventre dell'est Europa. Avrei traversato l'impervia Slovenia prima di arrivare in Ungheria, dove avrei fatto una breve sosta di qualche ora per girare un porno ambientato in un casinò barocco. Ma le cose non andarono esattamente secondo i piani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; Vissi avventure incredibili; tra fiches, vibratori al gusto lampone selvatico e seni rifatti che parevano budini Cameo. Divenni Marco "twentyfour" Marsullo e la gente iniziò a riconoscermi per strada. Mi salutavano, inneggiando al sesso libero.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;La ricchezza mi diede alla testa; in breve tempo i fumi viscidi del danaro - manna ingannatrice mandatami da Crain in persona - mi destabilizzarono, impedendomi di ricordare la missione per cui ero partito dall'Italia appena qualche giorno prima. Poi, come d'incanto, la mia illuminazione sulla via di Damasco. Mi apparve, vivido come se non fosse un sogno ma la vera verità, Giuliano dei Negramaro che danzava sinuoso su un motivetto un pop porno. Giuliano dei Negramaro mi ricordò il perché di tutto questo, riconsegnandomi le chiavi della Panda - che avevo scioccamente sostituito con una Saab decappottabile - dicendomi che per il pieno di benza ci aveva pensato lui. Lo ringraziai, lui si spogliò e mi obbligò a guardarlo avere sei rapporti sessuali con se stesso. Lo scotto da pagare per chi perdeva la retta via, pensai. Il mattino seguente, dismessi i panni del porno divo magiaro e fattomi laserare via il tatuaggio di Rocco a Praga, mi rimisi nella Panda, pronto a traversare gli ultimi chilometri della mia Odissea personale. Mi accorsi che Giuliano dei Negramaro aveva lasciato sul sediolino posteriore dei suoi slip usati. Deciso a non farmi più distrarre da nulla, li scaraventai fuori dal finestrino e sgommai alla volta della Romania.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; Dopo qualche ora sulle strade rumene, mi parve di essere tornato a casa, nella Napoli che ricordavo. Groviere d’asfalti e pozze d'acqua marroni mi accolsero, come presagio di labirinto mentale. Era chiaro che Crain, Brendost e perfino Brendon, si erano adunati al confine tra la Romania e la Dimensione 2000 per farmi perire, proprio a pochi passi dalla meta. Raggiunsi Otopeni, piccolo sobborgo nei pressi di Bucarest. Avevo letto su internet che lì scambiavano bambini, sani e bellissimi, con figurine di Roberto Baggio e Totò Schillaci. Ovviamente ero pieno di effigi dei due celebri calciatori. Arrivai nel centro abitato e venni accolto da festoni colorati e dalla banda cittadina, vestita con le maglie della Dinamo Bucarest (mi dissero poi che era il loro completo per la festa). Venni sfamato, vezzeggiato e proclamato cittadino onorario. Il sindaco, un trans di nome Venezuela, mi consegnò le chiavi della città. La Panda venne lavata, a mano, da degli immigrati calabresi. Mi dissero che al mattino seguente mi avrebbero portato al &lt;i&gt;bambile&lt;/i&gt; per scegliere l'infante che avrei preferito, ma prima volevano vedere la merce, le figurine. Con una certa tracotanza sbattei sul tavolo il codino di Baggio e gli occhi spiritati di Schillaci durante Italia '90. Un boato accompagnò il movimento. Festeggiammo per il resto della notte con le note di "&lt;i&gt;Vamos a bailar&lt;/i&gt;" di Paola und Chiara, tra fiumi di vino in cartone e dolci calabresi fatti in casa. Mi portarono, che era praticamente l'alba, nella mia tenda, augurandomi una buona notte. Dopo qualche ora saremmo andati a scegliere il bambino.  Il &lt;i&gt;bambile&lt;/i&gt; era un luogo tutt'altro che deprecabile. I bambini erano tenuti in ampie gabbie riscaldate, con timer automatici per il rifornimento di acqua e biscotti Plasmon, che irrigavano le ciotole dall'alto con un meccanismo computerizzato gestito da un Ibm 3.86 (compatibile). Fui molto critico nell'osservare i marmocchi. Luca De Pasquale si meritava il meglio, non avevo dimenticato i requisiti di scelta, ma pareva non esserci trippa per gatti. Chi era troppo grasso, chi non aveva un occhio, chi era convinto di essere un vampiro. Insomma, stavo per mollare e riprendermi la mia figurina di Baggio che calcia la punizione con la maglia della Juve, quando in un angolo notai un bimbo mingherlino fasciato da una maglia della Cremonese degli anni '90, quella col numero 11 di Andrea Tentoni, ex idolo della curva di Cremona. I fluenti capelli biondi coprivano un po' gli occhi azzurri, e un sorriso sdentato sembrava dire: "Prendimi, prendimi, forza Cremonese, alè alè". Non esitai oltre. Indicai l'infante e scelsi di portarlo con me. Rinunciai alla confezione regalo, salutai i miei amici rumeni (ancora la banda cittadina accompagnava l'operazione, intonando stavolta una canzone di Sabrina Salerno) e mi rimisi in viaggio per tornare in Italia con Florian, il nuovo figlio di Luca De Pasquale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; Mentre macinavo i chilometri nel verso opposto, pregustavo la faccia di Luca De Pasquale che, al ritorno dal reparto dischi dalla Knack, avrebbe trovato in casa Florian. Florian De Pasquale. Insegnai, nei due giorni di viaggio, l'italiano al bimbo. Gli fissai in mente delle frasi da dire una volta visto il nuovo genitore. Florian sembrava piuttosto recettivo, tant'è che aveva imparato tutto a menadito già all'altezza di Padova Est. Le ultime ore di viaggio sgusciarono via in un tramonto che sapeva di liberazione: ce l'avevo fatta. Quella notte, quando arrivai a Napoli, uscii direttamente al Vomero dalla tangenziale (andando piano perché c'erano i tutor attivi), direzione via Pigna. Entrai nel palazzo di Luca De Pasquale che Luca De Pasquale non era ancora tornato. Ne avevo la certezza perché quel giorno, in Knack, aveva il turno dalle 6 alle 24. Corsi con Florian fino al secondo piano dello stabile e, arrivato di fronte alla porta di Luca De Pasquale, la sfondai con un calcio. Stella, la gatta strabica, mi accolse rotolandosi sul marmo gelido. L’accarezzai e la feci socializzare con Florian, che pareva amasse gli animali. Preparai una pasta al sugo col battuto GS e attesi che Luca De Pasquale tornasse dalla Knack per mostrargli la clamorosa sorpresa. Florian sembrava vivesse lì da sempre. Aveva già iniziato a giocare con i dischi dei Prodigy, costruendo una tana con i vinili e i cuscini del letto. Poco dopo la mezzanotte sentii la porta aprirsi (a mano, era sfondata!) e vidi un intimorito Luca De Pasquale solcare il mini corridoio per arrivare nel salotto (che poi è il resto del loft). Appena mi vide rasserenò il volto in un'espressione compiaciuta. Sorrise liberato, dicendomi che aveva avuto paura che ad entrare fosse stato Crain o, peggio ancora, Brendost l'ignifugo. Solo che, non vedendo il fuoco, si era insospettito. Era stanco in volto e nei gesti. Gli dissi: "Luca De Pasquale ho una sorpresa per te, guarda!" e lasciai uscire da sotto il letto Florian, ancora avvolto nella maglia della Cremonese di Tentoni. Il bimbo, riconosciuto il nuovo padre dalla mia descrizione sommaria, gli saltò al collo. "Papà De Pasquale! Scrittore! Papà De Pasquale! Buona sera". Luca De Pasquale scoppiò a piangere e iniziò a maledire Crain, Brendon, Brendost, la Dimensione 2000 e Dio Universale. Da allora Luca De Pasquale e Florian De Pasquale vivono insieme nel loro loft, giocando a subbuteo, ascoltando heavy metal e leggendo, rigorosamente insieme, i racconti che papà De Pasquale scrive ogni notte. Tra cosce tornite e autoreggenti ombrate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nota dell’autore:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Crain, Brandost, Acrain, Brendon, Dimensione 2000 e Dio Universale, sono parti della mente del notorio mago campano Gennaro D’Auria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Durante la stesura di questo racconto nessun bambino è stato maltratto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Solo la lingua italiana ne ha risentito un po’. Ma niente di che.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;© Marco Marsullo 2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-434213709830852112?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/434213709830852112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/racconti-caso-papa-de-pasquale-buona.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/434213709830852112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/434213709830852112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/racconti-caso-papa-de-pasquale-buona.html' title='RACCONTI A CASO: Papà De Pasquale, buona sera'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TN60DWffhqI/AAAAAAAAAF8/sfkaEIOOHQw/s72-c/Fiat%2BPanda%2B750.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-3294831036408386263</id><published>2010-11-10T19:09:00.005+01:00</published><updated>2010-11-11T00:58:41.873+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='morganti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='caina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pareriletterari'/><title type='text'>PARERI LETTERARI: Caina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TNrgzKd2shI/AAAAAAAAAFk/AbhY2Ay2Ob4/s1600/CAINA%2Bcover%2Bpiccola.preview.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TNrgzKd2shI/AAAAAAAAAFk/AbhY2Ay2Ob4/s320/CAINA%2Bcover%2Bpiccola.preview.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537985861392970258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Davide Morganti non è uno scrittore &lt;i&gt;napoletano&lt;/i&gt;. E' uno scrittore &lt;i&gt;italiano&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Questa è la prima cosa che mi sento di dire dopo aver letto &lt;a href="http://www.fandango.it/default.asp?idContenuto=1972"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Caina&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (Fandango, 2009).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;La protagonista della storia, Vincenza, uccide perché è la sua natura. Ma, incinta di un egiziano fuggito chissà dove, si lancia al suo inseguimento in una pista senza indizi fatta di ricordi, uccisioni, brutalità. La camorra c'è, ma non si vede. Perché si vede la morte, e si sente, assordante, la voce dell'omicidio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;La lingua è sempre condita, tipico dei libri di Morganti, da una leggerezza che si fa spericolata all'improvviso. Alternando periodi rapidi a periodi più lunghi, volutamente dispersivi, che costringono chi legge a perdere il fiato con i protagonisti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Leggete Caina, e leggete Morganti (vi consiglio di dare uno sguardo anche a &lt;i&gt;Moremò&lt;/i&gt; - Avagliano, 2006). Che è sicuramente uno dei migliori scrittori che Napoli mette al servizio dell'intera nazione. E non solo della sua regione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-3294831036408386263?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/3294831036408386263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/pareri-letterari-caina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/3294831036408386263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/3294831036408386263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/11/pareri-letterari-caina.html' title='PARERI LETTERARI: Caina'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TNrgzKd2shI/AAAAAAAAAFk/AbhY2Ay2Ob4/s72-c/CAINA%2Bcover%2Bpiccola.preview.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-7285249028392372988</id><published>2010-10-29T23:11:00.004+02:00</published><updated>2010-10-29T23:19:32.331+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='noubs'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='compleanno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='homagalliintestamanonriescoadirlo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maradona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio'/><title type='text'>RACCONTI A CASO: Maradona</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSvgR82UYj49OEaqnkerFoShJouWpMyzaxJwnH6Ms3YLODqIv0&amp;amp;t=1&amp;amp;usg=__wmWbtSoi617iGBEZ0_I9U75VnBg="&gt;&lt;img style="text-align: right;float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 276px; height: 183px; " src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSvgR82UYj49OEaqnkerFoShJouWpMyzaxJwnH6Ms3YLODqIv0&amp;amp;t=1&amp;amp;usg=__wmWbtSoi617iGBEZ0_I9U75VnBg=" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
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&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Mi chiamo Giuseppe Alterone. &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Ho cinquantasei anni e svenivo a ogni goal di Maradona.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Una cosa che nessun medico al mondo si è mai saputo spiegare e &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia; "&gt;sinceramente neanche io e, se l’avesse saputo, neanche Maradona.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Maradona è stato il calciatore più forte del mondo solo che si drogava e l’hanno squalificato un po’ di volte, fino a quando è diventato un chiattone incredibile ed è quasi morto e si è dovuto operare. Ora sta bene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Io andavo allo stadio San Paolo ogni volta che il Napoli giocava in casa e sono svenuto puntuale a ogni goal, indifferentemente se fatto di testa, di sinistro, di destro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Se Maradona faceva una doppietta io svenivo due volte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Sono svenuto così tante volte che i miei ricordi delle partite del Napoli sono frammentari a causa di questo mio problema. Rinvenivo dopo pochi minuti ed avevo coscienza di tutto, anche del goal di Maradona.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Attualmente sono in coma dal 24 marzo del 1991, data dell’ultimo goal di Maradona, realizzato contro la Sampdoria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Se stavo allo stadio svenivo sui gradini, tra le persone, che mi prendevano al volo e mi sostenevano preoccupate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Se stavo a casa svenivo nel salottino, vicino alla radio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;I miei figli sapevano che svenivo a ogni goal di Maradona e quando capitava non si davano pena, pure mia moglie, del resto mi amava anche per questo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-pagination:none;tab-stops:28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Ci siamo conosciuti allo stadio, lei mi prese quando svenni dopo un rigore di Maradona contro il Verona.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;Se mai mi sveglierò dal coma ho deciso che non guarderò mai più una partita di Maradona perché il coma fa schifo e io non ci voglio più stare, anche perché non si vedono partite di Maradona.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Palatino;color:black"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;© Noubs Edizioni / Marco Marsullo 2009-2010&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-7285249028392372988?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/7285249028392372988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/10/racconti-caso-maradona.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7285249028392372988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7285249028392372988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/10/racconti-caso-maradona.html' title='RACCONTI A CASO: Maradona'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-3332120348825282652</id><published>2010-10-25T19:04:00.007+02:00</published><updated>2010-11-05T15:46:55.221+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ammaniti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pareriletterari'/><title type='text'>IO E TE, dice Nic...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TMW5l4VYlBI/AAAAAAAAAC8/NnT__HhbiSg/s1600/Foto+del+67073690-10-2455495+alle+18:37.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TMW5l4VYlBI/AAAAAAAAAC8/NnT__HhbiSg/s320/Foto+del+67073690-10-2455495+alle+18:37.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5532031777722897426" /&gt;&lt;/a&gt;
... E suppongo parli di noi, questo libro (di me e lui, intendo).&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Proverò a non fagogitarlo nel giro di due giorni con tutte le mie forze. Con i libri di Ammaniti mi succede sempre così; mi maledico ogni pagina che giro perché è una pagina in meno alla fine.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' come quando mangi una cosa che ti piace e lasci la parte più buona alla fine, come ultimo boccone. Un sentimento tipo questo, che ti rallegra per la pietanza preferita, ma nel contempo ti angoscia sapere che prima di mangiarla di nuovo passerà del tempo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La morale della favola è: Nic fai presto, mi raccomando, col prossimo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;"Io e te" (Einaudi Stile Libero Big), pagine 116&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Niccolò Ammaniti&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;€ 10 (che è poco)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-3332120348825282652?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/3332120348825282652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/10/io-e-te-dice-nic.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/3332120348825282652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/3332120348825282652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/10/io-e-te-dice-nic.html' title='IO E TE, dice Nic...'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TMW5l4VYlBI/AAAAAAAAAC8/NnT__HhbiSg/s72-c/Foto+del+67073690-10-2455495+alle+18:37.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-7657978480857886557</id><published>2010-10-22T10:11:00.012+02:00</published><updated>2011-01-12T05:02:11.855+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tomcruise'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='danacol'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mcdonalds'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='littletony'/><title type='text'>RACCONTI A CASO: Io non sono Little Tony</title><content type='html'>&lt;link href="file://localhost/Users/marco/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip/0/clip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;  &lt;style&gt;
 &lt;!--  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Georgia"; 	mso-fareast-font-family:"Georgia"; 	mso-bidi-font-family:"Georgia"} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; 
&lt;/style&gt;       &lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: medium;"&gt;Io non sono Little Tony&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;"&lt;span class="Apple-style-span"&gt;A Tony, ma 'nvece de di' cazzate, perché nun ce canti 'na canzone?"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;(dal film "L'odore della notte")&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il problema non era &lt;i&gt;se&lt;/i&gt; suicidarmi o meno. Avevo smesso di pensarci, e quando andavo in giro per locali, la notte, dicevo a tutti che il mio problema era solo scegliere &lt;i&gt;come&lt;/i&gt; suicidarmi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Mi chiamo Gino Agile, ho quarantanove anni, faccio l’avvocato e ho una passione smodata per le Dietorelle panna e fragola. Quelle dure, con la fragola intorno e la panna in mezzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La prima volta che ho provato ad uccidermi, ne ho buttate sette, tutte insieme, in gola. Poi ho alzato la testa e messo un pezzo di scotch largo, di quelli marroni per l’imballaggio, sulla bocca. Me la sono chiusa così per non sputarle via.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Non ha funzionato. Le Dietorelle sono caramelle che si sciolgono in bocca dopo un po’. La saliva le annienta, non ti fanno morire soffocato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Così ho smesso di provare ad ammazzarmi con le caramelle, e sono passato al gas. Ma l’azienda del gas aveva avuto a che ridire circa i miei ritardi di pagamento. Allora quella sera, oltre a non morire col gas, ho dovuto ordinare una pizza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quando esco di notte, vado a bere in dei bar in cui di giorno non entrerei mai. Mi capita di incontrare le persone più strane. Per esempio, ieri notte ho incontrato uno che diceva di essere la reincarnazione di Mao Tse-tung. Si chiamava Mauro, faceva l’impiegato per l’agenzia delle entrate. Pochi capelli e due lenti a fondo di bottiglia. Mauro mi dice che per lui la reincarnazione è una cosa seria. Un po’ come i viaggi nel tempo e i &lt;i&gt;Ricchi e Poveri&lt;/i&gt;, di cui, aggiunge, è stato a tutti i concerti, anche uno a Crema nel ’92. Mauro non ha famiglia, dice che morirà per mano dei fascisti del suo quartiere. Gli ho detto che pagavo io la birra, lui è svenuto, io ho cambiato bar.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Morire è difficile, ci vuole costanza. Se ti viene la paura, muori più facilmente perché sbagli qualcosa e ti fotti da solo. Io, invece, resto freddo. E questo fotte me. Perché parte in automatico una specie di istinto di conservazione. Per farvi capire, è come tentare di morire trattenendo da soli il respiro (c’ho provato, perciò dopo ho messo le Dietorelle e lo scotch), non funziona manco per il cazzo. E allora, ho pensato, che dovevo spaventarmi in qualche modo per riuscire ad ammazzarmi come si deve. Perché poi, un suicidio perfetto ti dura per sempre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;È dura trovare qualcosa che ti faccia paura più della morte. Allora mi sono messo a pensare ai dolori più grandi della mia vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Paola che mi lascia per l’insegnante di Trekking. No.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La Juventus in Serie B. Nemmeno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il giorno in cui ho scoperto di avere quel tumore al pancreas. Forse, ma no.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La verità è che il dolore ti viene a cercare nelle piccole cose, quando sei distratto a fare altro, non quando stai lì a pensarci. Ti viene a mordere il culo quando sei felice, hai davanti a te un futuro, non quando, come me, hai solo passato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sarà per questo che non riesco a morire; la morte riguarda il futuro, e io non ne ho uno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;L’altra notte nel bar all’angolo incontro una donna, si chiama Samantha. Dice di aver scopato con Tom Cruise nel cesso di un autogrill, La Macchia Est, sei anni fa. Quando Katie ancora non c’era.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;«Non è un tradimento retroattivo» mi dice, gli occhi persi nel bicchiere «Io mi sono sentita tanto come Nicole Kidman, quello per loro era un periodaccio»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;«Non so te, Samantha, ma io devo solo scegliere un modo per morire»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;«Posso consigliartene uno io?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;«Certo»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;«Fatti Tom Cruise, dopo ti sembrerà di morire senza di lui».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Non riesco a tagliarmi le vene. C’ho provato, non pensate di no. La verità è che non sopporto la vista del sangue. Anche quando dovevo farmi le analisi, la chemio, sentivo male allo stomaco alla vista del rosso che sguazzava nelle provette.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Voglio morire in un modo pulito. Senza schizzi e schiamazzi. Per questo non mi sono ancora lanciato dal balcone della società legale per cui lavoro, che sta al nono piano. Immaginate la chiazza da pulire sul marciapiede, roba da film di Dario Argento. Non fa per me.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ho pensato alla corrente elettrica di recente. Una bella scossa per tutto il corpo, fulminato. C’ho provato l’altro giorno, ma il salvavita è scattato e non sono morto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Non ho una pistola, altrimenti mi sarei piantato un colpo in testa, o nel petto, già da un po’. Ho provato a procurarmene una ma è difficile. Il fucile da caccia di mio zio è in una cassaforte in Toscana, di cui non ho le chiavi, nel suo vecchio casolare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;L’ostinazione di morire è come una religione. Finché non smetti di crederci, ti sembra possibile che ci sia un premio, un finale beato, che nel mio caso è un suicidio decoroso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ascoltate quello che vi dico, amanti della vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Io cerco solo la verità, odio i misteri. Odio non sapere quando morirò. È uno stress a cui non posso sottopormi, il medico anche mi ha detto che non posso affaticarmi. Ecco, assecondo il parere della scienza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Questo mese ho comprato Focus. C’era tutto un articolo sul colesterolo e i rischi di infarto per chi lo ha alto e lo ignora, e non fa attività fisica, e fuma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Allora, ho pensato di fare il giro largo e fottere la morte sul tempo. Sono andato da McDonald’s, ho preso due Big Mac Menù (grandi), poi sono passato al distributore automatico e ho preso un pacchetto da dieci di Marlboro Light. Mi sono messo a casa, seduto davanti al pc, a fumare e mangiare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dal giorno dopo mi sono messo in ferie, per un mese farò solo questo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vediamo che succede. Se non posso uccidermi da fuori, mi ucciderò da dentro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E poi in tivù c’era anche Little Tony che mi diceva di stare attento all’alimentazione, ai vasi otturati, eccetera eccetera.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Little Tony, ma vaffanculo. Col cuore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Io non sono come te.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;© Marco Marsullo 2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-7657978480857886557?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/7657978480857886557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/10/racconti-caso-io-non-sono-little-tony.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7657978480857886557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7657978480857886557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/10/racconti-caso-io-non-sono-little-tony.html' title='RACCONTI A CASO: Io non sono Little Tony'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-3003862493672015449</id><published>2010-10-07T16:23:00.006+02:00</published><updated>2010-10-08T11:49:16.947+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='einaudi'/><title type='text'>D'amore, d'Einaudi e di altre sciocchezze</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TK3Zbn4zKfI/AAAAAAAAACM/LqVxznpKCq0/s1600/struzzo_Picasso.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 120px; height: 163px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TK3Zbn4zKfI/AAAAAAAAACM/LqVxznpKCq0/s320/struzzo_Picasso.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5525311386440378866" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;"Se da bambino mi fossi scritto una storia, la più bella storia che mi potessi immaginare, l'avrei scritta come effettivamente mi sta accadendo"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Paolo Maldini&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Era una notte d'aprile, mi ricordo benissimo, quando scrissi le prime tre pagine di quello che è diventato il mio primo romanzo compiuto, dopo un paio di tentativi sparati a salve.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A finirlo c'ho messo tre mesi e qualche giorno. Record, lo so. Mi ricordo le notti, gli appunti, la ventola del piccì. E la storia (che per ora è segretissima!) sembrava pure una mezza follia. Ma io c'ho creduto da subito perché a quel romanzo gli volevo bene, scritto a quattro arterie da stomaco e cuore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La cosa che mi ricordo più di tutte è l'ultima notte di scrittura, quando c'era da mettere la parola FINE, scritta in grassetto, sotto le ultime righe. Feci l'alba, scrissi più di dieci pagine tutte di getto, senza rileggere nemmeno una consonante. Il mattino dopo (una torrida fine di luglio, sarei partito per il mare la sera stessa), pochissime copie partirono verso altrettante case editrici. A differenza di "Ho Magalli in testa ma non riesco a dirlo", che avevo mandato ad un buon numero di, piccole, case editrici, questo romanzo l'avrei mandato solo ad editori tosti, ganzi, con i miei scrittori preferiti a catalogo. Perché?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché ci credevo, che domande. Perché ero sicuro di aver scritto una storia che aveva bisogno di un grande editore per decollare. E poi, perché ho imparato che a provare, qualche volta, ti va bene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi mi ricordo l'inizio di agosto, poco più di una settimana dopo. Mi ricordo che il mio cellulare ha squillato e io avevo addosso i pantaloncini per andare a giocare a calcio, i calzettoni e le scarpe coi tacchetti. La maglia dell'Italia sulla spalla, pronto per una partita con gli amici (gioco difensore centrale, se vi serve). Dall'altro capo del telefono c'era Marcello Baraghini, direttore editoriale di Stampa Alternativa. Mi dice che il romanzo gli è piaciuto un sacco. Mi dice anche che vorrebbe pubblicarlo l'anno successivo, ma che mi avrebbe fatto sapere con certezza ad inizio settembre, doveva leggerlo il resto della redazione. Io, di quella telefonata, oltre la voce gentile, intelligente, del signor Baraghini, ricordo solo che giravo in tondo agitando la mano libera, mentre i miei amici, anche loro vestiti per giocare a calcio, mi fissavano preoccupati appoggiati alla macchina.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tuttavia, questo momento bellissimo, che ricorderò per tutta la vita, non è il momento della svolta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A settembre, Marcello Baraghini mi ha comunicato che il mio romanzo non aveva convinto il resto della casa editrice. Non se ne faceva niente, pur restando la stima. Reciproca, sia chiaro. Per me, essere stato contattato da uno come Marcello Baraghini, che di libri per forza qualcosa ci capisce, è stato ed è un grandissimo motivo di vanto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il romanzo, allora, si stava accasando con un'altra casa editrice, l'unica tra le più &lt;i&gt;piccole&lt;/i&gt; a cui lo avevo dato in lettura. Sarebbe dovuto uscire con Ad est dell'equatore, di Ciro Marino, a cui la storiella era piaciuta fin da subito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Avevamo pianificato molto: il nome dell'editor, il mese d'uscita, le prime idee sulla copertina. A quel punto, contentissimo di uscire con una casa editrice ambiziosa, un po' pazza, fresca, come Ad est, ho smesso con la ricerca dell'editore. Anche perché, per me, la parola data vale come una firma.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tuttavia, e questo è il momento in cui è successa la cosa che ha cambiato il corso degli eventi, c'era ancora qualcosa in sospeso. Una mail che avevo mandato, così, senza pretese. Una mail breve, educata ma sfacciata. Una mail a Severino Cesari, Einaudi Stile Libero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E qui c'è da dire una cosa. Da fuori, quando sei un semplice lettore, consumatore di libri, appassionato, del tutto estraneo al sistema editoriale, pensi che persone come Baraghini, Cesari e chi per loro, siano delle entità superiori, astratte, senza lineamenti precisi, una specie di parto dell'immaginazione umana. Magari te li immagini più stronzi di una suocera stronza, pronti a cestinare qualsiasi intervento esterno che non arrivi dall'autore bestseller di turno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E invece...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Almeno, con me è andata così. Sicuramente qualcuno potrà recriminare e raccontare storie diverse, relative alle proprie esperienze con i propri editori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io ho trovato figure altamente professionali, pronte al dialogo e, soprattutto, all'analisi. Ma questa è un'altra storia, adesso parliamo di cosa è successo che ha sconvolto il corso degli eventi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Severino Cesari mi dice che il romanzo sta piacendo, tuttavia mi invita ad aspettare che il resto della redazione lo legga. Un film già visto?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si sa: &lt;i&gt;certe volte si vince, certe volte si perde&lt;/i&gt;. Lo diceva Zdenek Zeman, che resta uno dei padri della mia morale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il fischio finale della partita arriva qualche settimana dopo, fine febbraio, c'era il sole. E una nuova mail. Una nuova mail, asciutta, convinta, che mi chiedeva di andarne a parlare a Roma da loro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora, io non so quanti di voi possano descrivere esattamente la felicità con parole proprie senza cadere in luoghi comuni. Io ci provo: per me la felicità resta un'email di cinque righe letta con gli occhi del sonno una mattina di febbraio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Saltando i passaggi intermedi, senza dimenticare la disponibilità di Ciro Marino a sciogliere la parola che ci legava in virtù dell'occasione che mi era capitata, arriviamo al giorno in cui vado per la prima volta a Roma, nella sede di Einaudi Stile Libero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A me Roma piace un sacco, e tutte le volte che ci vado c'è sempre il sole, non so perché. Inutile dirlo, quella mattina faceva anche caldissimo. E io, con il solito jeans distrutto, le solite scarpe distrutte e la maglietta di turno che mi ''fa assomigliare a uno che sta camminando da due settimane in un deserto'' (&lt;i&gt;Luca Maiolino pensiero&lt;/i&gt;), entro nel portone di questo bel palazzo nel centro di Roma. Prima delle scale, tra le altre, la targa con lo Struzzo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Beh, tra tutti gli animali stronzi che ci sono al mondo, lo struzzo a me è sempre stato simpatico. Fin da piccolo, e forse ora capisco perché.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quello che è successo dopo è la realizzazione di un sogno. Punto. Non ci sono altri cazzi da aggiungere. Sarei superfluo, eccessivo, forse anche irritante. Non si può dire altro quando Einaudi Stile Libero sceglie di pubblicare il tuo romanzo, così, dal niente, solo avendolo letto e avendoci creduto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E io devo, e dovrò sempre, dire un grazie spropositato a Severino Cesari, che in tutta questa storia è stato una figura calda, di riferimento, pronto a venire incontro allo sconosciuto Marco Marsullo come fosse la cosa più naturale del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E a Rosella Postorino, che è un'ottima editor, e lo dico perché ha capito tutto tutto tutto, manco fosse la Zingara di Luna Park, di quello che volevo intendere scrivendo la mia storiella.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A loro devo la cosa più bella: avermi fatto sentire parte di un progetto collettivo, che parte da quello individuale, e arriva lontano, si spera, insieme.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Essere arrivato esattamente dove volevo arrivare da quando ho iniziato a scrivere è fantastico. Dividere il catalogo con alcuni dei miei scrittori preferiti (Ammaniti, De Silva, Nove, Abate, per citarne davvero solo qualcuno, ma la lista sarebbe interminabile) è l'emozione più grande.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una cosa, di sicuro, la so.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando uscirà il libro, e vedrò il mio nome accanto a quello Struzzo, accanto a quello degli autori che ammiro, che leggo da sempre, mi verrà quel mezzo sorriso tipico di chi, per fortuna o per merito, è esattamente dove voleva essere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In mezzo ai grandi, come la prima convocazione in squadra maggiore dalla primavera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E tu non sai ancora in quale angolo dello spogliatoio dovrai mettere il tuo borsone. Però, intanto, sei lì. Vestito come loro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed è già immenso così.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-3003862493672015449?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/3003862493672015449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/10/damore-deinaudi-e-di-altre-sciocchezze.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/3003862493672015449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/3003862493672015449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/10/damore-deinaudi-e-di-altre-sciocchezze.html' title='D&apos;amore, d&apos;Einaudi e di altre sciocchezze'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_H46C4pNX75Q/TK3Zbn4zKfI/AAAAAAAAACM/LqVxznpKCq0/s72-c/struzzo_Picasso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-7867326247965041388</id><published>2010-10-04T17:02:00.005+02:00</published><updated>2010-10-04T17:13:34.492+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mastrofranco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chiedoscusa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pareriletterari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='einaudi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='abate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mastandrea'/><title type='text'>PARERI LETTERARI: Chiedo Scusa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.emozionidaleggere.it/img.aspx?img=/datidb/userfiles/image/NARRATIVA%20ITALIANA/1-CHIEDO_SCUSA.jpg&amp;amp;w=200&amp;amp;q=100"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 306px;" src="http://www.emozionidaleggere.it/img.aspx?img=/datidb/userfiles/image/NARRATIVA%20ITALIANA/1-CHIEDO_SCUSA.jpg&amp;amp;w=200&amp;amp;q=100" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Ho preso questo libro perché, la prima volta che l'avevo visto in libreria, la copertina m'era piaciuta. E poi, perché, avevo letto l'articolo sul Venerdì di Repubblica che ne raccontava la storia.&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.einaudi.it/speciali/Abate-Mastrofranco-Chiedo-scusa"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Chiedo Scusa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;(Einaudi Stile Libero) l'hanno scritto Francesco Abate e Saverio Mastrofranco (che è Valerio Mastandrea).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Ora, a mettermi a fare le recensioni, secondo me, annoio prima voi e poi me. Non sarà certo il mio blog a convincervi di comprare questo libro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Però voglio dirvi una cosa, con sincerità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Raramente ho trovato in una storia una descrizione così disinvolta del dolore. Una tale capacità di avvolgerti, nella sua trama così essenziale, mai brodosa, nel microcosmo a parte che è la malattia. Facendoti uscire orgoglioso di appartenere alla stessa razza del protagonista, questo Valter così ruvido all'inizio, quanto ingentilito alla fine. Ma ingentilito di consapevolezza, non di paura.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io devo fare veramente i complimenti a Francesco Abate e Valerio Mastandrea, che hanno tirato fuori una storia che fa sorridere e piangere senza orpelli e moti letterari studiati a tavolino.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-7867326247965041388?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/7867326247965041388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/10/pareri-letterari-chiedo-scusa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7867326247965041388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/7867326247965041388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/10/pareri-letterari-chiedo-scusa.html' title='PARERI LETTERARI: Chiedo Scusa'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-817248712680076826</id><published>2010-09-27T18:05:00.008+02:00</published><updated>2010-11-10T15:59:54.909+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cristicchi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanremo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arisa'/><title type='text'>RACCONTI A CASO: Il libro nero di Sanremo Reloaded, 2010 d.C.</title><content type='html'>&lt;meta charset="utf-8"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;&lt;div style="text-align: left; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il libro nero di Sanremo Reloaded, 2010 d.C.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; font-size: 11px; "&gt;&lt;i&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Nota dell'autore:
Il seguente racconto prende nome, e idea, da uno scritto di Niccolò Ammaniti apparso sul suo sito qualche anno fa, dal titolo, appunto, "Il libro nero di Sanremo". Questo mio racconto breve non ha alcuna pretesa letteraria, come qualsiasi cosa io scriva d'altronde, né tantomeno quella di ricordare lo scritto del mio vate Nic. Quindi, divertitevi. Tanto, anche che vi fa schifo, è gratis. Salvo il costo della corrente elettrica, si capisce.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;"&lt;i&gt;Può scoppiare in un attimo il sole&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;tutto quanto potrebbe svanire&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;ma l'amore, malamorenò"
(Arisa - Malamorenò)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Arisa si stava facendo una striscia di coca, il naso infarinato e le pupille dilatate, quando la porta del suo camerino si spalancò. Simone Cristicchi si era perso, stava cercando da ore la Clerici per ingropparsela a modo, ma non era stato capace di trovarla.
«Arisa, cosa diavolo fai? Ti droghi?»
«Cristicchi, fottuto figlio di una puttana querula, non si usa più bussare?» gli strillò contro la cantante.
«Arisa? Ma…» Cristicchi sembrava un’anziana di Portogruaro il giorno della pensione, lo stesso tono rincoglionito, meravigliato. Anche gli stessi capelli.
«Beh?» ribadì Arisa prima di fiondarsi ancora con le froge sul tavolino, un’altra striscia dritta dritta ad attenderla «Non hai mai visto una bagascia pippare cocaina?»
«Ho visto Carla Bruni alla tele il mese scorso però, e c’ho scritto la canzone del festival. Vuoi sentirla?»
«Puoi infilartela su per il culo la tua canzoncina, Cristicchi maledetto! Ora togliti dalle balle, che stasera la serata la apro io, devo essere in scena tra venti minuti! Fuori dai coglioni o ti faccio un buco su quella faccia da pirla!» Arisa prese a strillare come una poiana rimasta prematuramente vedova.
Simone Cristicchi si richiuse la porta alle spalle. Arisa si faceva a cocaina. Che mondo di merda, pensò il giovane cantante sosia di Gilardino, l’attaccante della Fiorentina.
Proprio in quel momento, il corridoio fu invaso da una processione di uomini vestiti da Pulcinella. A capeggiarla, Nino D’Angelo e Maria Nazionale.
«Jamme ja, Cristììì!» esordì il celebre cantante napoletano «Lievat’ nu poc’ dananz’ ‘e pall’!». Intanto Maria Nazionale ballava, agitandosi come se avesse un capitone infilato nei collant. Cristicchi si appiattì al muro, lasciando defluire tutta la sfilata dei Pulcinella. Una volta finito il baccano, il cantante riprese a cercare il camerino della Clerici; doveva averla prima della diretta, prima dell’eurovisione, prima dello stacchetto copiato dai Sigur Ros. Doveva averla, insomma.
Bussò ad un’altra porta. Dall’altra parte nessuna risposta. Fece un respiro profondo e afferrò la maniglia.
Nel camerino, Valerio Scanu e Marco Mengoni si stavano passando olii balsamici al Patchouly su tutto il corpo. Entrambi erano nudi. Più in là, anch’egli nudo, ad osservare la scena c’era Marco Carta, il vincitore della passata edizione, intento a tirarsi una sega mentre lo stereo passava tutti i successi di Al Bano e Romina Power.
Un delirio. L’ingenuo Cristicchi, senza farsi sentire, richiuse piano la porta e sparì. Un quarto d’ora alla diretta, e la sua voglia della bionda presentatrice ancora intatta.
Imboccò un altro corridoio, sentiva come dei gemiti provenire dalla porta infondo all’andito. Incuriosito (Cristicchi era un tipo molto curioso), prese ad origliare. Effettivamente, erano proprio dei lamenti ad arrivare dal ventre della stanza. Senza farsi pregare, e siccome aveva fatto 30 e poteva fare pure 31, aprì anche quella porta.
Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia era intento a trombarsi il Maestro Vessicchio, truccato e vestito da Madonna, la cantante. Pupo intanto cantava “Gelato al cioccolato”, e il tenore senza nome si stava chiedendo cosa diavolo ci facesse lì, nel bel mezzo di un’orgia, a Sanremo, quando gli avevano offerto un remunerativo posto da fattorino a Borgo Tricignano Inferiore. Nel dubbio, attaccò ad accompagnare Pupo con acuti degni della salma di Pavarotti.
Cristicchi prese aria per dire qualcosa, quando uno zampone lo afferrò per una spalla.
Era Enrico Ruggeri. Gli occhietti esoftalmici, il ciuffo da troll e il colorito giallognolo.
«Stasera, al Bivio, una storia vera. Una storia vissuta» prese a dirgli Ruggeri, stringendogli la carne con le unghie «Una storia che a un certo punto, cambia direzione…»
«Ruggeri, mi fai male!» Cristicchi prese a piagnucolare come Cicciobello.
«Ti faccio male perché stasera al Bivio si parlerà di storie vere, di cambiamenti…»
«Che caspiterina dici, Enrico?»
«Un attimooo, scusiii, oddiooo!» un ometto con un camice bianco arrivò di corsa dall’altra parte del corridoio «È che non gli abbiamo dato le pillole, oggi. Si pensa di stare al Bivio, su Italia Uno…»
«ITALIAAA… UNOOO!» a strillare era la voce di Pistarino, inspiegabilmente anche lui sul posto.
«Pistarino! Tu qui?» Cristicchi era felice come un bimbo al luna park «Io ti guardavo sempre a Drive In!»
«Non sono Pistarino» disse Pistarino scurendosi in volto «Sono Tom Cruise» e con una mano si tolse la maschera di cera che aveva incollata sul viso. Solo che non era Tom Cruise, ma Povia.
«Povia, dai, non fare scherzi»
«Quando i piccioni fanno… BLUUUAAAA» e Povia vomitò tutto sul pavimento.
Enrico Ruggeri, scosso dalla vista del vomito, disse che era colpa della scelta di non essere più Pistarino.
«Una vita che cambia. Prima era Pistarino, poi Povia… Al Bivio ne succedono di cose strane…»
«Sì sì, Ruggè, andiamo va» l’infermiere lo prese sotto braccio, portandolo via.
Cristicchi era disperato. Cinque minuti alla diretta e della Clerici nessuna traccia. Quando a un tratto, proprio mentre tutte le speranze sembravano svanite, Antonellina apparve fasciata in un vestito di raso rosso, con autoreggenti blu cobalto e una corona di lucine dell’albero di Natale in testa.
«Antonella, fatti possedere» eruppe il cantante.
«Devo fare Sanremo, non posso, ne parliamo dopo Cristì»
«Stabbene».

La sigla dell’eurovisione invase le case degli italiani alle ventuno in punto. Antonella Clerici, sobria come la carta di un Mon Chéri, prese a mitragliare una serie di cazzate sulla città di Sanremo, sui fiori, sul sindaco di Sanremo.
Poi, finalmente, diede il via alla gara.
«Signoriii e signoreee… Arisaaa».
L’applauso dell’Ariston esplose come una bomba carta. La cantante, vestita come un imitatore sardo di Charlie Chaplin, arrivò trottando sulla scena. Uno sguardo diverso filtrava dalle lenti enormi, il bianco degli occhi rotto da crepe rosse, un leggero tremolio nella palpebra sinistra.
«Buonasera, ciao a tutti…» squittì la giovane cantante.
«Arisa ci canterà… MALAMORENò! Per televotarla, codice 023» altro applauso del pubblico.
Forse fu per i rumori forti, o per la vista di Rutelli tra il pubblico, ma Arisa perse completamente il controllo. Tirò fuori dalla gonna un kalashnikov e prese a sputare fuoco sulla platea.
«FOTTUTI FIGLI DI PUTTANA, TELEVOTATEMI QUESTO!».
Una carneficina. Si salvò solo il sindaco di Sanremo (che era un ologramma) e Pippo Baudo, che le pallottole non potevano colpire per contratto Rai.
Finito il caricatore, Arisa si lanciò nell’orchestra, e morì infilzata nell’asta di un legìo. I superstiti applaudirono, da casa il televoto galoppava impazzito.

Poi la Clerici annunciò l’ospite internazionale della serata. Il mago Tony Binarelli accompagnato dalle ragazze del Moulin Rouge di Cinisello Balsamo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;© Marco Marsullo 2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-817248712680076826?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/817248712680076826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/09/il-libro-nero-di-sanremo-reloaded-2010.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/817248712680076826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/817248712680076826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/09/il-libro-nero-di-sanremo-reloaded-2010.html' title='RACCONTI A CASO: Il libro nero di Sanremo Reloaded, 2010 d.C.'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3079785917023434339.post-1645213574476066176</id><published>2010-09-22T11:49:00.002+02:00</published><updated>2010-09-22T12:31:33.937+02:00</updated><title type='text'>stiamo lavorando per voi</title><content type='html'>&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il blog è in costruzione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E vi posso assicurare che è difficilissimo non capendo una mazza di html. Quindi, sappiate che mi rifarò alle cose base del blog, anche perché pagare un webmaster, al momento, non è tra le mie priorità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3079785917023434339-1645213574476066176?l=marco-marsullo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/feeds/1645213574476066176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/09/prova.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/1645213574476066176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3079785917023434339/posts/default/1645213574476066176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marco-marsullo.blogspot.com/2010/09/prova.html' title='stiamo lavorando per voi'/><author><name>Marco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
